Ogni anno sfuggono 300 tumori: «Bisogna aderire agli screening gratuiti»

Lanfredini (Ats Brescia): «Stop a paura e pigrizia, sono un’opportunità di diagnosi precoce»
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Al via le campagne di screening 2026 in Lombardia
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«Stop a paura e pigrizia: agli screening oncologici gratuiti bisogna aderire». A ribadirlo, invitando la popolazione a non riporre in fondo a un cassetto (o nel cestino) le lettere di invito, è Laura Lanfredini, direttrice sanitaria di Ats Brescia: «Sono un’opportunità per diagnosticare in fase precoce i tumori, ridurre le necessità di intervento e salvare vite». Alla luce di ciò «ci si aspetta che tutta la popolazione target vi si sottoponga. Purtroppo non è così: nel nostro territorio (che comprende tutta la provincia, Valcamonica esclusa, ndr) la percentuale di persone che si presentano agli appuntamenti è più alta rispetto alla media nazionale, ma ancora bassa».

Si può fare, insomma, di più. Anche perché, come fa notare la dottoressa Lanfredini, «si stima che agli screening promossi dalla nostra Ats sfuggono all’incirca trecento tumori l’anno: 200 alla mammella, 80-100 al colon retto e qualche unità alla cervice uterina. Ne soffrono persone che appartengono alla fetta di popolazione target che non partecipa ai test».

Prevenzione

Nel dettaglio, come accennato, i programmi di screening principali sono tre e si basano su esami gratuiti che non necessitano di impegnativa del medico: è Ats a trasmettere gli inviti per posta ordinaria all’indirizzo di residenza (per informazioni e adesioni c’è il numero verde 800 077040 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 oppure si può scrivere a centro.screening@ats-brescia.it).

Il programma con il più alto tasso di adesione (66% nel 2024) è quello rivolto alle donne di età compresa fra 45 e 74 anni (in altre regioni scatta dai 50 anni), che mira a intercettare il tumore alla mammella. Si sono sottoposte al test (una mammografia bilaterale) 85.080 bresciane nel 2024, 83.202 l’anno prima (62% del target) e 74.459 nel 2021 (75%). A seguito di questo screening (e degli accertamenti di secondo e terzo livello richiesti) sono stati identificati 421 tumori maligni nel 2021, 367 nel 2022 e 353 nel 2023 (il dato 2024 non è ancora disponibile).

Il vaccino anti Hpv previene il cancro al collo dell'utero - © www.giornaledibrescia.it
Il vaccino anti Hpv previene il cancro al collo dell'utero - © www.giornaledibrescia.it

«Partecipare – ripete la dottoressa Lanfredini – è fondamentale. È un esame non invasivo, ma preciso: la radiografia viene letta da due medici radiografi indipendenti». Per il cancro della cervice uterina il programma prevede, invece, pap test per le donne tra i 25 e i 29 anni e test Hpv per quelle tra i 30 e i 64 anni. Fortunatamente si tratta di un tumore più raro: gli screening di Ats Brescia hanno portato a due diagnosi nel 2023, 5 nel 2022 e 13 nel 2021. Il tasso di adesione è attorno al 52% (oltre 52mila donne nel 2024).

La direttrice sanitaria ricorda che «contro questo tipo di tumore esiste anche un vaccino, che tra l’altro è l’unico vaccino a prevenire un tumore». In Lombardia viene offerto gratuitamente alle ragazze e, dall’anno di nascita 2006, anche ai ragazzi di 11-12 anni con chiamata attiva dei centri vaccinali delle Asst. La somministrazione resta gratuita fino ai 26 anni su richiesta degli interessati. Il terzo programma di screening riguarda il tumore del colon retto: l’invito di Ats Brescia viene recapitato a domicilio a uomini e donne fra 50 e 74 anni. Nel 2024 ha risposto «sì» il 43,5% del target. Il test (eseguito su un campione di feci) ha permesso di individuare precocemente 308 tumori in un triennio: 121 nel 2023, 67 l’anno prima e 120 nel 2021.

Il piano di Bertolaso

Complessivamente nella nostra provincia, Valcamonica esclusa, grazie a questi tre programmi di screening e ai successivi accertamenti ci sono state 554 diagnosi di cancro nel 2021, 439 nel 2022 e 476 diagnosi nel 2023. In autunno verrà reso noto anche il dato 2024. Sull’importanza di questa forma di prevenzione è intervenuto ieri anche l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso: l’obiettivo della campagna 2026 sarà «aumentare la copertura degli screening oncologici, ridurre i tempi di attesa e rendere più efficace l’organizzazione del Sistema sanitario regionale».

Relativamente allo screening della cervice uterina sarà data particolare attenzione al recupero di chi, negli anni passati, non ha aderito al programma, con campagne mirate e solleciti personalizzati. Quanto, poi, al tumore del colon retto la novità è l’ampliamento dei punti di distribuzione e consegna dei kit, grazie al coinvolgimento crescente delle farmacie e dei centri prelievi.

Sfida

Prosegue, inoltre, nel 2026, la sperimentazione dello screening del tumore della prostata che coinvolge gli uomini dai 50 ai 54 anni, selezionati in base all’anno di nascita, con un percorso che prevede un questionario iniziale e, in caso di positività, il dosaggio del Psa e la visita urologica. «Gli uomini target ricevono l’invito a compilare il questionario sul Fascicolo sanitario elettronico – spiega la dottoressa Lanfredini – e se, una volta compilato, risultano candidabili, vengono sollecitati a fare un esame del sangue. In sei mesi, nel nostro territorio, il questionario è stato compilato da circa 700 uomini, dei quali 526 sono stati poi invitati a fare l’esame del sangue. Hanno accettato in 164».

Per il 2026 la sfida principale della Regione sarà «incrementare l’adesione a tutti gli screening, in particolare nelle fasce di popolazione che tradizionalmente partecipano meno, come i giovani adulti o gli uomini nello screening del colon retto. La Lombardia punta a raggiungere una copertura di almeno il 70% della popolazione target, soglia che permette di ottenere i maggiori benefici in termini di salute pubblica». All’orizzonte – ricordiamo – c’è anche un programma di screening per il tumore al polmone che verrà rivolto ai super fumatori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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