Salute e benessere

Salute mentale: a Brescia sfiorati in un anno i 200.000 interventi

Nel 2025 la Psichiatria e la Psicologia clinica del Civile hanno seguito 16mila persone, 10mila la Neuropsichiatria dell’infanzia. Crescono le richieste d’aiuto
L’incremento delle richieste di aiuto è particolarmente marcato tra i giovani e gli anziani
L’incremento delle richieste di aiuto è particolarmente marcato tra i giovani e gli anziani

Numeri da capogiro, dietro i quali c’è una richiesta di aiuto che continua a crescere. In un anno la Psichiatria dell’adulto e la Psicologia clinica degli Spedali Civili hanno seguito 16.104 pazienti, garantendo quasi 200mila interventi tra attività ambulatoriali, residenziali e semiresidenziali.

Un’attività imponente che conferma «sia l’aumento della domanda di salute mentale sia l’impegno di una rete di servizi capace di offrire risposte diverse e integrate». A spiegarlo è il professor Antonio Vita, direttore del Dipartimento di Salute mentale e delle dipendenze nonché presidente della Società italiana di Psichiatria (Sip).

A riportare l’attenzione sul tema della salute mentale è stato il drammatico episodio avvenuto a Modena, dove un uomo, uscito dai percorsi di assistenza, si è reso protagonista di un gesto estremo. «Come evidenzia il rapporto del Ministero della Salute relativo al 2024 - sottolinea - la disponibilità dei servizi territoriali e di ricovero varia ancora molto da regione a regione e da territorio a territorio. Nel Bresciano, però, la situazione è buona».

La Psichiatria dell’adulto, nei presidi di Brescia e Montichiari, nel 2025 ha registrato 1.291 ricoveri
La Psichiatria dell’adulto, nei presidi di Brescia e Montichiari, nel 2025 ha registrato 1.291 ricoveri

Il Dipartimento diretto dal professor Vita dispone di due reparti di Psichiatria dell’adulto, nei presidi ospedalieri di Brescia e Montichiari, che nel 2025 hanno registrato 1.291 ricoveri, cinque Centri psicosociali e ambulatori periferici, oltre a diverse Strutture residenziali riabilitative, «per rispondere ai bisogni della popolazione con diversi livelli di assistenza».

Fanno inoltre riferimento al Dipartimento la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, con spazi di degenza e poli territoriali dedicati, l’area delle Dipendenze con i Serd, la Psicologia clinica e il Centro pilota regionale per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione che ha sede a Gussago.

Grandi numeri

Lo scorso anno la Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza ha seguito 10.050 bambini e ragazzi. Gli adulti hanno, invece, avuto accesso ai tre percorsi di cura previsti dalla Psichiatria: la «consulenza», richiesta dai medici di medicina generale o dagli specialisti che hanno in carico il paziente; l’«assunzione in cura», attivata ad esempio dopo episodi di depressione o disturbi di panico; e la «presa in carico», un percorso integrato e continuativo affidato a un’équipe multidisciplinare per rispondere ai bisogni sanitari e sociali delle situazioni più complesse.

Delle 16.104 persone seguite, circa 8.500 sono donne. Gli uomini sono meno numerosi, ma presentano mediamente quadri clinici più gravi. «I dati - osserva il professor Vita - evidenziano una risposta crescente a un bisogno che continua ad aumentare: nel 2024 i pazienti adulti seguiti erano stati circa tredicimila».

Quali bisogni emergono

L’incremento delle richieste di aiuto è particolarmente marcato tra i giovani e gli anziani. Nel primo caso emergono soprattutto comportamenti legati alla disregolazione degli impulsi, come autolesionismo, tentativi di suicidio e dipendenze, ma anche disturbi dell’alimentazione e del neurosviluppo, individuati più frequentemente anche grazie a una maggiore capacità diagnostica. Tra gli adulti, invece, si registra una recrudescenza di ansia e depressione.

«Pensavamo fosse un effetto legato al Covid - commenta - , ma l’incremento si è rivelato costante e continuativo. Le ragioni sono due: da un lato una maggiore fiducia nei servizi di salute mentale, dall’altro una sofferenza sempre più diffusa. Parlo di solitudine, isolamento, incertezza per il futuro e di quelle che definiamo determinanti sociali della salute mentale».

Consapevole di questo scenario, la rete dei servizi sta lavorando per intercettare il prima possibile i bisogni di cura e garantire continuità assistenziale ai pazienti, ponendo in particolare l’accento sul percorso di transizione dall’adolescenza all’età adulta.

«Nel Bresciano, a differenza di altre realtà italiane, la percentuale di persone che si allontanano dai servizi è contenuta e si aggira attorno al 10% - spiega -. Quando accade, il paziente e la famiglia vengono ricontattati per cercare di recuperare l’aderenza ai percorsi di cura. Abbiamo inoltre lo strumento del Trattamento sanitario obbligatorio (Tso), che viene utilizzato molto raramente: riguarda meno del 3% dei ricoveri, dato che rappresenta un indicatore della buona tenuta dei servizi territoriali».

Criticità sotto la lente

Detto questo, si può fare di più? «Sì - risponde Vita -. Possiamo avvicinare ulteriormente la popolazione ai servizi e i servizi alla popolazione, così da favorire un accesso precoce alle cure e intercettare il disagio sommerso. Troppo spesso, invece, alcune situazioni emergono solo nel momento della crisi. In questo senso sono preziose le collaborazioni avviate con il Comune, le associazioni di volontariato e la società civile, della quale anche noi facciamo parte. Le risorse ci sono - ammette -, ma non bastano mai. Per quanto riguarda il personale, la disponibilità al reclutamento non manca, anche se in alcuni casi resta difficile reperire determinate figure professionali».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Buongiorno Brescia

La newsletter del mattino, per iniziare la giornata sapendo che aria tira in città, provincia e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoCsmt, dove l’innovazione industriale diventa progetto concretoCsmt, dove l’innovazione industriale diventa progetto concreto

Dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, l’hub bresciano accompagna le imprese nel trasformare tecnologie, dati e competenze in soluzioni misurabili

GdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperteGdB RUN | 7 giugno, piazzale Arnaldo. Iscrizioni aperte

Novità 2026: due percorsi «Family» 5 km e «Ten» 10km

SCOPRI DI PIÙ