Salute e benessere

Riabilitazione con l’esoscheletro: tecnologia e ricerca alla Domus

In uso nella struttura sanitaria uno strumento di ultima generazione frutto della collaborazione con le Università di Brescia e Palermo. L’obiettivo è personalizzare e migliorare i trattamenti
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Domus: riabilitazione con l'esoscheletro

La tecnologia accompagna il corpo nel recupero, passo dopo passo, di funzioni essenziali come la capacità di camminare. E alla Domus Salutis della Fondazione Teresa Camplani ogni dettaglio viene monitorato con precisione: dalla forza con cui la mano stringe la stampella fino al diametro delle pupille, parametri la cui corretta interpretazione consente di calibrare il percorso riabilitativo e renderlo più efficace.

Questo approccio è reso possibile dall’impiego di un esoscheletro robotico di ultima generazione, inserito nel progetto di ricerca «Escape» che vede coinvolte l’Università di Brescia, capofila, e l’Università di Palermo. Un lavoro congiunto, finanziato da fondi europei, che punta a integrare innovazione tecnologica e competenze cliniche, con l’obiettivo di personalizzare la riabilitazione motoria e migliorarne con forza i risultati.

Per quali patologie è indicato

Come spiega Luciano Bissolotti, medico fisiatra responsabile del Servizio di Recupero e Rieducazione funzionale alla Domus Salutis, «l’esoscheletro Btl Exo di cui disponiamo da alcune settimane può essere utilizzato per diverse tipologie di pazienti: persone con sclerosi multipla, conseguenze di traumi cranici, lesioni del midollo spinale, malattie neuromuscolari. Dispone di una struttura autoportante, è veloce da indossare, può essere utilizzato con stampelle o deambulatore e viene condotto in sicurezza dal fisioterapista, che imposta la velocità di cammino e i cambi di direzione».

Il medico fisiatra Bissolotti (Domus Salutis) e il professor Lancini (UniBs)
Il medico fisiatra Bissolotti (Domus Salutis) e il professor Lancini (UniBs)

Le due Università, attraverso i rispettivi laboratori di misure meccaniche e termiche che vedono impegnati aspiranti ingegneri e medici, seguono l’utilizzo che la Domus Salutis sta facendo di questo esoscheletro per capire come il corpo umano si adatta allo strumento tecnologico.

Stampelle con sensori e occhiali

«Questo studio – spiega il professore Matteo Lancini del Dipartimento di Specialità Medico-Chirurgiche (Dsmc) dell’Università di Brescia – ci permetterà di individuare, con precisione, il momento in cui ogni paziente è pronto all’uso dell’esoscheletro. E ci fornirà informazioni preziose che il fisioterapista potrà usare per personalizzare il trattamento e renderlo ancora più efficace».

Previo via libera del comitato etico a cui fa riferimento la Domus Salutis, l’esoscheletro verrà completato con particolari stampelle progettate dagli studenti con sensori di forza, presa e carico meccanico e occhiali capaci di definire il grado di attenzione del paziente analizzando i suoi movimenti oculari. «Con l’uso prolungato dello strumento – aggiunge Bissolotti – ci si aspetta una riduzione dell’impegno psico-fisico del paziente».

Al lavoro, per l’ateneo cittadino, c’è il post doc Marco Ghidinelli, e per l’Università di Palermo, il professor Francesco Scardulla. Lo studio ha una durata di un anno. L’intenzione è di utilizzarne gli esiti, relativamente a stampelle e occhiali, anche per altre patologie.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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