Salute e benessere

Osteopati nel Ssn, ecco il percorso per entrare nell’Ordine

Peroni, presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp di Brescia: «Verrà istituito un elenco speciale, chi possiede i requisiti per farne parte avrà sei anni di tempo per sostenere un esame abilitante». Nel Bresciano si tratta di 400-450 professionisti, in Italia sarebbero 15mila
Anche gli osteopati sono professionisti sanitari
Anche gli osteopati sono professionisti sanitari

L’osteopatia compie un passo decisivo verso il pieno inserimento nel Sistema sanitario. Con il decreto sulle equipollenze si completa infatti il percorso avviato nel 2018 dalla Legge Lorenzin, che ha riconosciuto la figura dell’osteopata come professione sanitaria. Il provvedimento definisce i criteri per il riconoscimento dei titoli pregressi e dell’esperienza maturata dai professionisti già attivi nel settore.

«Si tratta di un passaggio importante a tutela dei cittadini», sottolinea Luigi Peroni, presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp (Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione) di Brescia.

Luigi Peroni, presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp
Luigi Peroni, presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp

Quanti sono

L’interesse è già palpabile. Secondo le stime dell’Ordine, gli osteopati attivi sono circa 15mila in Italia, di cui 4mila nell’area di Milano e tra 400 e 450 nel Bresciano. E dalla nostra provincia sono arrivate nelle ultime settimane le prime richieste di chiarimento: una cinquantina di professionisti si è rivolta all’Ordine per capire come accedere al nuovo percorso di riconoscimento. Prima dell’iscrizione servirà, però, un passaggio tecnico.

La procedura

Come ci spiega il presidente Peroni, la Federazione nazionale degli Ordini Tsrm e Pstrp, in collaborazione con il Ministero della Salute, sta predisponendo una griglia unica per valutare titoli ed esperienza professionale in tutto il territorio nazionale.

Quando sarà pronta gli osteopati che riterranno di possedere i requisiti potranno presentare la richiesta, che verrà quindi sottoposta a valutazione. Avranno, poi, sei anni di tempo per sostenere l’esame abilitante indispensabile per l’iscrizione all’Albo. Un ingresso che allargherà ulteriormente la galassia delle professioni rappresentate dall’Ordine che nel Bresciano conta attualmente 5.500 iscritti.

«Una volta iscritti – aggiunge il presidente –, anche gli osteopati potranno essere inseriti nelle équipe multidisciplinari degli ospedali pubblici e privati

L’esame abilitante

La fase transitoria si è resa necessaria perché il percorso universitario per gli osteopati è ancora agli inizi. «Ad oggi non ci sono laureati, i primi arriveranno nel 2027», osserva Peroni. L’esame abilitante dovrà essere sostenuto in Università e l’Ordine ha già avviato interlocuzioni con l’Università degli Studi di Brescia e con altri atenei lombardi. «La speranza è che possa essere proposto anche nella nostra città», aggiunge il presidente.

Area prevenzione

L’Ordine presieduto da Luigi Peroni riunisce - ricordiamo - quattro aree professionali: diagnostica, tecnico-assistenziale, riabilitativa e prevenzione. «Gli osteopati saranno inseriti in quest’ultima area. Attendiamo dal Ministero indicazioni precise sulle competenze che verranno loro attribuite e sugli ambiti nei quali potranno operare», spiega il presidente.

Un aspetto che Peroni considera decisivo in questa fase di transizione: «Si tratta di una professione molto articolata e con percorsi differenti alle spalle. È importante che riesca a presentarsi unita in questo passaggio storico».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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