Vengono definite rare perché colpiscono meno di una persona ogni duemila, ma in realtà non lo sono affatto se intese nell’insieme: quelle conosciute sono più di settemila e interessano due milioni di italiani. Sono le malattie di cui il 29 febbraio, giorno raro per eccellenza, ricorre la Giornata mondiale, anticipata al 28, domani, negli anni non bisestili.
Odissea diagnostica
«Solo al Civile seguiamo un migliaio di bambini con diagnosi o sospetto di malattia rara», racconta il prof. Raffaele Badolato, direttore della Clinica pediatrica della grande Asst bresciana. Il sospetto, purtroppo, può durare anche anni. Le malattie rare non sono, infatti, facili da riconoscere. In più a ciascuna patologia corrispondono solo uno o più centri sparsi per l’Italia accreditati per eseguirne la diagnosi. Il Civile, ad esempio, è abilitato a dare un nome a 282 malattie rare. Come spiega il prof. Badolato, giungere in ritardo alla diagnosi può comportare «danni legati al progredire della malattia e pesa tantissimo sulla famiglia: combattere un nemico senza conoscerne l’identità è drammatico. Per questo si parla di "Odissea diagnostica"».




