La pastiglia bianca al mattino, quella rossa dopo pranzo, le altre due la sera. E sul tavolo tre, cinque, magari sette scatole tra cui destreggiarsi ogni giorno. Il deblistering mette ordine nella terapia: i farmaci escono dalle confezioni originali e vengono suddivisi in bustine, ognuna destinata a un preciso momento della giornata e contrassegnata con data e orario. Al paziente resta una cosa sola da fare: aprire quella giusta.
Il sistema è già utilizzato da alcune farmacie bresciane e ora specifiche linee guida nazionali ne regolano l’impiego. Ma che cosa cambia davvero per chi deve assumere farmaci tutti i giorni? E che cosa succede dietro il bancone prima che quelle bustine arrivino nelle mani del paziente?
Lo abbiamo chiesto a Clara Mottinelli, presidente di Federfarma Brescia, e Luigi Cardamone, titolare della farmacia Salus di Mompiano, consigliere dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia e membro dell’esecutivo di Federfarma Brescia. Entrambi hanno già scelto di investire nel deblistering.

Presidente Mottinelli, partiamo dal paziente: che vantaggi ha il deblistering?
Favorisce l’aderenza terapeutica, riduce lo spreco di farmaci e rende più sicura la somministrazione. Può essere particolarmente utile per chi vive solo.
Ora sono arrivate le linee guida del ministero della Salute. Prima come ci si regolava?
Esistevano già linee guida di Regione Lombardia. La novità è che adesso abbiamo indicazioni pratiche omogenee su tutto il territorio nazionale.
È un servizio pensato per le strutture o per le famiglie?
Per entrambe. Ci sono le Rsa, che ne riconoscono il valore in termini di sicurezza e organizzazione, soprattutto in un momento di carenza di personale. E poi ci sono i privati che assumono farmaci con regolarità.
È l’ennesima dimostrazione che la farmacia ha cambiato pelle.
Sì, è un altro modo per essere vicini ai bisogni delle persone.
Ma come vengono riempite quelle bustine?
Prendiamo una Rsa. Ogni settimana la struttura invia alla farmacia le terapie dei propri ospiti. Verifichiamo negli armadi dedicati alle singole strutture se abbiamo a disposizione tutti i farmaci necessari. Se qualcosa manca, lo segnaliamo alla Rsa affinché possa farlo arrivare in farmacia. Una volta ricevuti i medicinali, li controlliamo e li carichiamo nel magazzino. A quel punto inizia la preparazione: vengono tolti dalle confezioni e inseriti nelle bustine etichettate. Prima della consegna c’è un ulteriore controllo attraverso un sistema di visione digitale.

Dottor Cardamone, nella vita di tutti i giorni chi sceglie il deblistering?
Pazienti cronici, persone assistite da caregiver, ma anche chi conduce una vita del tutto autonoma. Pensiamo a chi deve prendere due compresse mentre è al lavoro: invece di portarsi dietro le scatole ha con sé soltanto la bustina necessaria. È comoda e garantisce anche discrezione, perché gli altri non vedono quale farmaco sta assumendo.
Quindi è anche una questione di comodità.
Non solo. Il vantaggio principale è l’aderenza terapeutica. Una corretta assunzione può inoltre evitare complicanze legate a errori nella terapia.

Quanto costa il servizio?
Generalmente tra un euro e 1,20 euro al giorno. È una spesa sanitaria deducibile.
Torniamo alle Rsa. Per loro che cosa cambia?
Preparare manualmente le terapie richiede molto tempo ed è un’attività suscettibile di errore. Se questa parte viene affidata alla farmacia, la struttura può impiegare diversamente il personale e organizzarlo in maniera più efficiente.
E il medico di famiglia dove entra in questa catena?
Ha un ruolo fondamentale. È indispensabile lavorare insieme: il medico definisce il piano terapeutico e monitora il paziente.
Farmaci preparati dose per dose, terapie seguite nel tempo: è questa la farmacia del futuro?
È sicuramente una farmacia sempre più di comunità. Non ci limitiamo a consegnare il farmaco, ma accompagniamo il paziente nel suo percorso terapeutico.




