Farmaci a Brescia, lavoro di squadra per rispondere alle carenze

«Le carenze di farmaci non sono più un’emergenza sporadica, ma una criticità strutturale dei sistemi sanitari europei. Un problema concreto, che può compromettere la continuità delle cure, soprattutto per chi convive con patologie croniche o dipende da medicinali salvavita». A sottolinearlo è Francesco Rastrelli, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Brescia, dopo il via libera del Parlamento europeo alla posizione negoziale sulla proposta di regolamento sui cosiddetti medicinali critici.
«Si tratta di un passaggio importante – spiega – perché punta a rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento, a ridurre la dipendenza dai Paesi terzi e a sostenere la capacità produttiva dell’industria farmaceutica europea. L’obiettivo è garantire ai cittadini un accesso equo, continuo e sicuro ai farmaci essenziali». Questo anche in considerazione del rapporto 2025 presentato di recente dalla Pgeu, il gruppo farmaceutico dell’Unione europea, che ha coinvolto 27 Paesi e ha fatto emergere che le molecole attualmente introvabili sono più di 600.
Sul territorio il problema è già ben noto. «È in farmacia che il cittadino si rivolge quando un medicinale non è disponibile – osserva Rastrelli – ed è qui che il farmacista assume un ruolo sanitario spesso poco visibile, ma decisivo». Un ruolo che va oltre la semplice verifica della disponibilità. Il farmacista valuta la situazione clinica, controlla l’eventuale presenza di equivalenti, si confronta con il medico per individuare alternative terapeutiche e, quando necessario, segnala ad Ats la carenza del farmaco affinché il farmaco carente possa essere fornito dalla Asst anche utilizzando farmaci importati dall’estero. «L’obiettivo – ribadisce – è non lasciare mai il paziente senza risposta».
Cosa manca
È accaduto di recente con il Depakin, farmaco per il quale si sono registrate difficoltà di reperimento. Le farmacie hanno attivamente collaborato con il Servizio Farmaceutico di Ats Brescia per assicurare la continuità terapeutica a pazienti spesso fragili, con forniture attraverso le farmacie degli ospedali. In questi giorni, aggiunge Rastrelli, sono, invece, momentaneamente non disponibili nel ciclo distributivo anche alcuni dosaggi di Cardirene buste e Kenacort fiale.
«Non tutte le carenze si trasformano in un’emergenza per il cittadino – conclude –. In molti casi il sistema riesce a compensare grazie agli equivalenti o a terapie alternative. Ma quando questo non è possibile, il farmacista diventa il punto di raccordo tra paziente, medico, Servizio sanitario e autorità regolatorie. Per questo parliamo di farmacisti sentinelle dei farmaci e della salute».
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