Nuovi certificati di disabilità: ritardi e costi più alti

Si stimano fino a tremila domande inevase, risolti alcuni nodi informatici, al via le prime visite Inps
Le pratiche riguardano anche anziani, minori e malati oncologici - © www.giornaledibrescia.it
Le pratiche riguardano anche anziani, minori e malati oncologici - © www.giornaledibrescia.it
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Due premesse sono d’obbligo. La prima: nessuno contesta lo spirito di una riforma che mette al centro le necessità, i desideri e le aspettative delle persone con disabilità. La seconda: rispetto alle prime settimane dell’anno molti problemi, di carattere soprattutto informatico, sono stati risolti.

Sta di fatto, però, che la sperimentazione del decreto legislativo 62 del 2024 avviata il primo gennaio a Brescia (e in altre otto province) presenta ancora numerose criticità. Innanzitutto si stima che l’arretrato, in termini di certificati medici introduttivi che in due mesi non sono stati compilati e inviati all’Inps per via, appunto, dei problemi della nuova piattaforma, abbia raggiunto quota 2.500-3.000. In secondo luogo si è ridotto il numero di medici di base disposti a realizzare, seppur a pagamento, questi certificati perché, rispetto a quelli precedenti, sono più complessi e richiedono molto più tempo. Terzo: in parecchi casi è aumentato il costo a carico del cittadino. Si parla anche di 150 euro a certificato, al punto che, in un recente incontro fra le realtà bresciane coinvolte nella sperimentazione, si è auspicato di introdurre una tariffa massima calmierata alla luce del fatto che a richiedere queste pratiche siano persone fragili.

L’Ordine dei medici

Conferma che ci sono stati dei passi in avanti Bruno Platto, segretario dell’Ordine dei Medici di Brescia: «Inizialmente il portale Inps era bloccato, ora funziona, in modo non ottimale, ma funziona. Alcune nostre istanze sono, inoltre, state recepite: la firma digitale del medico ora è facoltativa. Rimangono, però, delle criticità: se, ad esempio, il paziente è ricoverato o inabile senza tutore come fa a firmare? Per compilare i vecchi certificati bastavano 30 minuti, ora ne servono dai 45 alle 2 ore. Ci preoccupa l’arretrato, che stimiamo attorno ai 2.500-3.000 certificati non fatti. E ci rattrista - sottolinea - che questa complessa situazione abbia conseguenze su pazienti con bisogni evidenti». La compilazione del certificato medico introduttivo, ricordiamo, è infatti solo il primo step del nuovo iter di accertamento della disabilità. Un iter che dovrebbe terminare entro 90 giorni (dall’invito all’Inps del certificato), 30 per i minori e 15 per i pazienti oncologici. Tra i vari passaggi, questo percorso prevede l’invio dei dati socio-economici del richiedente all’Inps (cosa che non è ancora stata possibile visto che i patronati non dispongono della piattaforma per farlo) e una visita (da 50 minuti contro i 15 circa di prima) a cura della commissione Inps. Commissione che dovrebbe vedere presto (si parla della prossima settimana) i primi soggetti. Il tutto per accertare uno status di disabilità, che dà diritto a contribuiti e ausili (per incontinenza, difficoltà a camminare...). Oggetti preziosi che, se sono urgenti, vengono concessi anche con il solo certificato.

I patronati

Conosce bene la situazione Fabio Raggi, direttore del patronato Acli di Brescia: «Abbiamo avuto un boom di richieste di compilazione dei certificati, le date di marzo sono state prenotate in un lampo. Ora attendiamo che i nostri tre medici legali ci riferiscano le loro disponibilità di aprile per fissare i nuovi appuntamenti. Nel frattempo abbiamo raccolto i dati socio-economici dei soggetti: non appena disporremo del portale li inseriremo senza farli tornare». Consapevole del fatto che prima, nel Bresciano, venivano gestite 2.000-2.500 pratiche al mese e che a gennaio ne sono state processate solo 400, Claudia Gavazzi, direttore del patronato Inca della Cgil Brescia, manifesta «preoccupazione per l’arretrato e l’abbassamento della tutela di persone fragili e dei loro familiari che, senza il riconoscimento della disabilità, non possono chiedere la 104. Da parte nostra stiamo cercando di essere più presenti in Valcamonica e di stipulare convenzioni con altri medici legali». Preoccupazione viene espressa anche da Alessio Cremasco, direttore del patronato Inas della Cisl Brescia: «Costi lievitati, attese e incertezze gravano sui cittadini. Alcuni, arrivati da noi, si mettono a piangere».

La proposta dell’Ordine dei Medici di Brescia (sottoscritta anche dagli Ordini delle altre province) di lavorare in questa prima fase con il nuovo sistema e con quello vecchio è stata bocciata. Il Ministero della Disabilità, da cui è partita la riforma, sta monitorando la situazione. Il 6 febbraio, durante l’incontro con il presidente della Fnomceo Filippo Anelli e i presidenti degli Ordini dei medici delle province coinvolte nella sperimentazione, la ministra Alessandra Locatelli ha riferito del superamento di alcune criticità e ha ribadito che la strada della riforma è «un’ottima occasione e anche una grande sfida per la quale lavoreremo insieme e convintamente, per rispondere ai bisogni dei cittadini con disabilità e delle loro famiglie e garantire loro risposte più rapide, giuste e mirate». Il tavolo si riunirà periodicamente: «Continueremo a lavorare in modo sinergico per velocizzare la piena applicazione della riforma e la semplificazione delle procedure per i medici, ma soprattutto per i cittadini». Nel 2026 la sperimentazione verrà estesa a ulteriori province. L’avvio in tutta Italia è stato, invece, posticipato al primo gennaio 2027. 

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