Covid, Bettoncelli: «Urgente approvare il Piano pandemico»

A sei anni dall’esordio della pandemia, che ha colpito in modo drammatico la nostra provincia causando 5.600 decessi, l’Ordine dei Medici di Brescia commemora la tragedia collettiva e lancia un appello affinché il dramma vissuto specialmente nelle prime ondate del 2020 non si ripeta più.
«È urgente arrivare all’approvazione e all’attuazione del Piano pandemico nazionale 2025-2029 – avverte il presidente Germano Bettoncelli –, lo strumento principale per definire interventi e modelli organizzativi nei vari settori del nostro Sistema Sanitario, in previsione di possibili future emergenze. Piano non ancora del tutto compiuto a causa di ritardi di messa a punto e di coordinamento tra Stato e Regioni».
La preoccupazione
«Il nostro Paese, pur essendo stato tra i più colpiti dal Covid nel contesto europeo, sconta ancora una grave carenza nella pianificazione strategica, tale da pregiudicare la capacità di risposta ai diversi scenari di emergenza pandemica che potrebbero presentarsi».
Si registrano adempimenti ancora al palo a fronte delle risorse necessarie per attuare tutte le strategie di potenziamento del territorio e dei reparti ospedalieri: come spiega il dottor Bettoncelli, a circa quattro mesi dalla scadenza del Pnrr «mancano ancora più di 1500 dei letti previsti di Terapia intensiva e Sub-intensiva ed il relativo personale. Preoccupa, inoltre, la decisione dell’Italia di astenersi dalla votazione sull’accordo pandemico globale approvato dall’Organizzazione mondiale della sanità, strumento indispensabile per assicurare una rete di sinergie volte al contenimento di crisi pandemiche».
Onore a tutte le vittime
In vista della Giornata nazionale del 18 marzo, l’Ordine di Brescia rende onore a tutte le vittime, e ai medici che con impegno e senso del dovere hanno affrontato l’emergenza pandemica, in ospedale e sul territorio, «con l’unico obiettivo di tutelare per quanto possibile la salute dei cittadini, pur con le inadeguate conoscenze su un virus allora ignoto e i mezzi assolutamente insufficienti a disposizione. Una scelta di responsabilità etica perseguita anche mettendo a rischio la propria vita: una commossa riconoscenza va ai 380 medici e odontoiatri che in Italia sono deceduti a causa della pandemia, come documentato dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici».
«Commemorare le vittime della pandemia – conclude il presidente – ci porta a riconoscere e valorizzare ulteriormente l’importanza del nostro Servizio sanitario nazionale, di ispirazione universalistica e solidale, quale modello per affrontare, oltre alla gestione ordinaria, le emergenze sanitarie e le calamità di popolazione».
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