Esiste una correlazione tra Sars-Cov-2 e Sindrome Multi-Infiammatoria sistemica (Mis-C). È quanto conferma uno studio pubblicato su Pediatric Rheumatology e promosso dalla Clinica pediatrica dell'Irccs Materno Infantile «Burlo Garofolo» con la Clinica pediatrica di Brescia.
L'equipe di ricerca ha avviato un lavoro multicentrico nazionale per raccogliere tutti i casi di malattia di Kawasaki e Mis-C registrati in Italia durante la prima ondata epidemica, dal 1 febbraio al 31 maggio 2020, quando era stata segnalata la presenza di bambini affetti da una sindrome infiammatoria acuta che si caratterizzava per alcune caratteristiche tipiche della malattia di Kawasaki e per la presenza di alcune peculiarità come l'interessamento gastro-intestinale e il coinvolgimento cardiaco, con miocardite.
«I nostri esami di laboratorio - chiarisce Andrea Taddio, dirigente medico della Clinica Pediatrica del Burlo - hanno evidenziato come la sindrome multi-infiammatoria sistemica si caratterizzasse per indici di flogosi più elevati, una linfopenia, una piastrinopenia, una ferritinemia più elevata e un aumento degli enzimi cardiaci (troponina, Bnp). Particolarmente significativo poi il fatto che la percentuale di pazienti positiva al Sars-Cov-2 era nettamente più alta nella popolazione con Mis-C (75%) rispetto alla popolazione affetta da Malattia di Kawasaki (20%) confermando la correlazione tra Sars-Cov-2 e Sindrome Multi-Infiammatoria».
Nella casistica analizzata non si sono registrati decessi e solo una piccola percentuale di pazienti ha mostrato ancora esiti cardiologici a distanza, tutti non clinicamente rilevanti. «I casi di sindrome Mis-C sono comunque pochi - conclude Taddio - e il problema è raro; tuttavia un suo riconoscimento precoce e l'avvio tempestivo del trattamento permettono risposta rapida e guarigione senza ulteriori significativi danni».



