Bruciore durante la minzione, bisogno continuo di andare in bagno, dolore al basso ventre, sono sintomi che molte donne conoscono bene. La cistite rappresenta infatti una delle infezioni più frequenti e diffuse, tanto che, secondo le stime, almeno due donne su tre ne sperimenteranno un episodio nel corso della vita. Un problema che negli ultimi anni sembra manifestarsi con sempre maggiore frequenza e che, nelle forme recidivanti, può incidere pesantemente sulla qualità della vita. Ne abbiamo parlato con il dottor Stefano Legramanti, urologo dell'Istituto Clinico Sant'Anna, ospite della trasmissione Teletutto Racconta.
Dottore, che cos'è esattamente la cistite e quali sono i sintomi che non dovrebbero mai essere ignorati?
La cistite è un'infezione, generalmente di origine batterica, che interessa la vescica e le vie urinarie. I sintomi tipici sono il bruciore durante la minzione, l'aumento della frequenza urinaria, il dolore o il fastidio al basso ventre e, in alcuni casi, anche la presenza di sangue nelle urine. Sono tutti segnali che devono far pensare alla presenza di un'infezione in corso e che meritano attenzione.
Perché oggi si parla sempre più spesso di cistiti ricorrenti?
Il fenomeno è in crescita, una cistite occasionale può capitare a molte persone e spesso si risolve senza particolari conseguenze. Diverso è il caso della cistite recidivante, che si definisce tale quando si verificano almeno due episodi nell'arco di sei mesi o tre episodi nell'arco di un anno. Purtroppo, vediamo sempre più frequentemente pazienti che arrivano ad avere sette, otto o addirittura dieci episodi nell'arco di dodici mesi. È una condizione che può diventare estremamente invalidante.
Quali sono le cause che favoriscono queste recidive?
I fattori sono molteplici, sicuramente incidono la scarsa idratazione, il caldo e la disidratazione tipica dei mesi estivi. Anche i cambiamenti ormonali e i problemi intestinali, come la stitichezza, possono favorire l'insorgenza delle infezioni urinarie. Sono tutti aspetti che spesso vengono sottovalutati ma che hanno un ruolo importante.
Le recidive possono essere favorite anche dalla resistenza agli antibiotici?
Assolutamente sì, negli ultimi anni stiamo assistendo a un aumento delle resistenze batteriche dovute all'utilizzo frequente e talvolta non corretto degli antibiotici. I batteri hanno sviluppato meccanismi di difesa sempre più sofisticati, in particolare sono in grado di creare una sorta di barriera protettiva, chiamata biofilm, che rende più difficile l'azione dei farmaci. Ecco perché è fondamentale intervenire tempestivamente e con terapie mirate.
Molte persone tendono ad affidarsi ai rimedi fai-da-te. È una scelta corretta?
I rimedi naturali possono avere un ruolo, ma non devono sostituire la valutazione medica. Sostanze come il D-mannosio, il mirtillo rosso e alcuni integratori specifici possono essere utili soprattutto nella prevenzione e nelle forme recidivanti. Tuttavia, quando compaiono sintomi importanti, la cosa corretta sarebbe eseguire un esame delle urine e un'urinocoltura prima di iniziare una terapia antibiotica.
Capita però che i sintomi compaiano nei fine settimana o quando non è possibile effettuare subito gli esami. Come bisogna comportarsi?
È una situazione abbastanza comune, in presenza di sintomi molto intensi il medico può valutare una terapia empirica, cioè non ancora guidata dall'antibiogramma, soprattutto per alleviare rapidamente il disagio della paziente. Pensiamo che nei casi più severi si può arrivare ad urinare decine di volte nell'arco della giornata. Tuttavia, appena possibile, è sempre opportuno eseguire gli accertamenti necessari.
Ci sono condizioni che possono essere confuse con una semplice cistite?
Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti, non tutti i sintomi urinari sono necessariamente legati a una cistite. Esistono patologie come l'endometriosi, che oggi osserviamo sempre più spesso, oppure alcune malattie della vescica, anche di natura oncologica, che possono manifestarsi con sintomi molto simili: aumento della frequenza urinaria, dolore pelvico o presenza di sangue nelle urine. Se i disturbi persistono o non rispondono alle cure è fondamentale approfondire la situazione.
Quanto conta l'alimentazione nella prevenzione?
L'idratazione è probabilmente l'arma più semplice ed efficace, bere acqua in quantità adeguata aiuta a mantenere pulite le vie urinarie e a ridurre il rischio di proliferazione batterica. Anche una corretta funzionalità intestinale è importante, perché la stitichezza può favorire la comparsa delle infezioni. Soprattutto in estate, quando il rischio di disidratazione aumenta, è fondamentale bere regolarmente.
Oltre all'idratazione, quali accorgimenti quotidiani possono aiutare a prevenire le infezioni urinarie?
L'igiene personale è fondamentale, soprattutto durante i mesi estivi, con il caldo aumenta la sudorazione e la pelle tende a rimanere più umida per molte ore. Questa condizione può favorire la proliferazione batterica nelle zone intime, per questo è importante curare l'igiene quotidiana, lavarsi con regolarità e mantenere la pelle il più possibile asciutta, senza però eccedere con detergenti troppo aggressivi che potrebbero alterare le naturali difese della pelle e delle mucose.
Quando si parla di cistite si pensa quasi sempre alle donne. È davvero una patologia esclusivamente femminile?
No, anche se le donne sono sicuramente le più colpite. La conformazione anatomica femminile favorisce infatti la comparsa delle infezioni urinarie e questo spiega perché i numeri siano molto più elevati rispetto alla popolazione maschile. Tuttavia, anche gli uomini possono soffrire di cistite e di infezioni delle vie urinarie, soprattutto con l'avanzare dell'età o in presenza di particolari condizioni predisponenti.
Dottore, esistono falsi miti particolarmente diffusi quando si parla di cistite e prevenzione? Ad esempio, jeans troppo stretti o il tipo di biancheria intima possono favorire le infezioni?
Esistono molte convinzioni che non trovano un reale riscontro scientifico, una delle più diffuse riguarda l'utilizzo di pantaloni aderenti o jeans stretti, spesso indicati come causa diretta della cistite. In realtà non esistono evidenze che dimostrino una correlazione diretta tra l'uso di abiti attillati e la comparsa delle infezioni urinarie. Anche sul tema della biancheria intima esistono molte credenze, si sente spesso dire che indossare esclusivamente cotone o biancheria bianca protegga dalla cistite. In realtà non ci sono prove scientifiche che dimostrino che il colore o il materiale dell'intimo siano determinanti nella prevenzione delle infezioni urinarie. Sicuramente è importante mantenere una corretta igiene personale e scegliere indumenti comodi, ma attribuire alla biancheria un ruolo decisivo nella comparsa o nella prevenzione della cistite è una semplificazione che non trova conferma nella letteratura scientifica.
Qual è il messaggio più importante che si sente di lasciare alle donne che soffrono di cistiti frequenti?
Non bisogna convivere con il problema né considerarlo una normalità, oggi esistono strumenti diagnostici e terapeutici efficaci. La diagnosi precoce, una corretta valutazione specialistica e la prevenzione permettono nella maggior parte dei casi di migliorare significativamente la qualità della vita. E soprattutto consentono di escludere altre patologie che possono presentarsi con sintomi molto simili ma richiedere percorsi completamente diversi.



