Salute e benessere

«Cari genitori», l’indifferenza è il contrario dell’amore

L’indifferenza non è solo distanza dagli altri, ma una forma di chiusura emotiva che nasce dal rifiuto di vedere e sentire. Per contrastarla serve educare bambini e ragazzi all’empatia, alla condivisione e al senso di responsabilità
Loading video...
«Cari genitori», l'indifferenza

L’indifferenza è la distanza emotiva che ti fa assistere a due che si accoltellano senza partecipazione come pure vedere popolazioni che si massacrano e bambini uccisi ogni giorno con uno sguardo distante e senza vera indignazione per l’aumento delle spese militari e l’invio di armi.

In psicoanalisi è il «diniego» cioè il negare qualcosa, il rifiutare quello che non vuoi vedere. Così ti tieni lontano da tutto e questo comportamento può essere individuale e poi collettivo.

Il narcisismo dell’epoca moderna

Spesso coincide con il narcisismo diffuso della nostra epoca che insieme alla cultura dell’individualismo annulla empatia e condivisione. Significa che l’altro è importante fin tanto che ci dà benessere e ci assicura felicità.

Ma l’indifferenza si insegna sia con quei martellanti inviti del tipo «Tu non ti impicciare dei fatti degli altri» e poi con il comportamento menefreghista veicolato dagli adulti.

E poi l’indifferenza diventa una consapevole per evitare le frustrazioni. Diventa noncuranza, distacco, apatia, silenzio, vuoto.

Educare alla responsabilità

Elie Wiesel, scrittore e premio Nobel per la pace, diceva che l’indifferenza è il peggiore dei mali perché è il contrario dell’amore. Per combatterla c’è solo un’arma: l’educazione.

Allora cari genitori educhiamo al senso di responsabilità, che tanto per ricordare è aver cura di se stessi e degli altri, della salute, dell’ambiente, degli animali, delle piante, del tempo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...