Salute e benessere

«Cari genitori», dire «no» ai figli non significa essere cattivi

Mettere limiti e dare regole è una delle sfide più difficili per i genitori di oggi. Ma i «no», se chiari e coerenti, aiutano bambini e ragazzi a crescere con sicurezza, responsabilità e autonomia
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«Cari genitori», i limiti dell'educazione

Cari genitori, da molto tempo sappiamo a quanto servano i limiti e i «no» per crescere. Tuttavia parliamone. Perché l’educare rimane una pratica difficile così come il mettere confini alle azioni e ai gesti.

Perché facciamo fatica a dire «no»

Spesso ci sembra un agire che toglie libertà ai figli e allora fatichiamo non poco a mettere regole e a porre limiti. Finiamo per consentire un po’ tutto, in quanto temiamo che limitare sia un privare mentre invece dire «no» non vuol dire essere cattivi, ma solo tracciare una linea di confine.

La parola «limite» deriva dal latino limes, che indicava il sentiero o la linea che divideva due territori. Dare limiti e dire «no» a un bambino significa indicargli dove fermarsi, senza andare oltre.

I limiti aiutano a crescere

È il confine, il margine da non superare, il rosso del semaforo per la necessità di lasciar passare altri, il dare la precedenza e rispettare le regole della viabilità. I limiti in genere non invalicabili ma che vanno indicati precocemente e fatti rispettare.

Non sono catene che incarcerano ma indicazioni che servono per proteggere come la segnaletica stradale che ci dà indicazioni sul percorso. E poi i limiti sono soglie, cioè traguardi a cui si arriva e da cui si riparte. Sono zone di sosta temporanea da dove inizia un nuovo percorso. Anche qui nulla di negativo e punitivo, quanto piuttosto quello che serve per la crescita e lo sviluppo.

Regole, presenza e responsabilità

È necessaria però una genitorialità normativa, cioè la capacità educativa di dare regole. I «no» sono divieti ma anche regole, che dovrebbero essere fornite quanto prima possibile perché servono al bambino che cresce per confrontarsi con se stessi e con gli altri e stimolare creatività.

Non bloccano come temiamo, e non sottraggono, ma definiscono dove ci si trova e danno indicazioni di percorso, informazioni per il viaggio.

Avere limiti e regole da offrire ai figli vuol dire avere attenzione per loro. Tracciare confini e mettere paletti significa offrire loro sguardi e ascolto, cura e protezione, presenza e sicurezza.

Le regole per far funzionare le regole

Tutto questo serve per crescere ma ci devono essere anche regole per le regole. Eccone alcune:

  1. I limiti funzionano solo se le indicazioni sono chiare.
  2. Insegnare le regole, vuol dire dare esempio ed essere modelli.
  3. Limiti e regole ai figli piccoli vanno spiegati e con quelli più grandi negoziati.
  4. La coerenza è un «no» che pone un limite e non si ritira subito dopo.
  5. Trasgredire è possibile, ma ci sono conseguenze da riconoscere.
  6. I confini servono quando aiutano a costruire senso di responsabilità.
  7. Si rimproverano le azioni sregolate ma non le persone.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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