Anche nel Bresciano sempre più bambini obesi o in sovrappeso

È uno dei problemi in assoluto più sottovalutati, ad ogni età. Ma in particolar modo per i più piccoli. Eppure i dati sono inequivocabili: l’obesità è in costante aumento, anche tra i bambini.
Nel Bresciano, secondo le analisi condotte su un vasto campione nelle scuole della provincia, il 21% dei bambini tra gli otto e i nove anni è sovrappeso e il 6% nella stessa fascia d’età soffre di obesità. In sostanza, circa il 27% degli alunni bresciani di 8-9 anni è ben oltre il normopeso. Un dato parziale eppure allarmante.
Lo studio
A lanciare l’allarme era già stato, un anno fa, «Okkio alla salute», il sistema di sorveglianza nazionale istituito presso l’Istituto superiore di sanità che in Lombardia dal 2010 monitora i fattori di rischio per l’insorgenza di patologie cronicodegenerative: è già in quel report che la provincia di Brescia si piazzava prima su scala regionale in questa (non certo virtuosa) classifica. Ma ora i dati sembrano persino in lieve aumento.
Per comprendere la dimensione del fenomeno nei bambini e i comportamenti associati, a partire dal 2007 il Ministero della Salute ha voluto vederci più chiaro. D’altronde secondo uno studio danese che ha rilevato una forte associazione tra l’andamento del girovita e l’altezza, indicatori di obesità infantile, fin dall’infanzia si può capire se una persona è a rischio metabolico. In particolare, i bambini con un’obesità addominale in aumento fin dalla nascita hanno maggiori probabilità di avere segni di rischio per il cuore come pressione alta, trigliceridi elevati ed insulino-resistenza. Queste condizioni infatti possono essere associate a deterioramento metabolico in futuro.
In questo senso, l’autore principale dello studio, David Horner dell’Università di Copenaghen afferma che la diagnosi precoce può consentire interventi atti a prevenire conseguenze a lungo termine sulla salute metabolica, cardiologica, neurologica e morte prematura in età adulta.
I numeri
I dati bresciani sembrano essere in linea con quelli nazionali. In Italia, infatti, un bambino su tre è obeso o in sovrappeso, una condizione che rappresenta una delle principali emergenze sanitarie, sia nei Paesi industrializzati sia in quelli in via di sviluppo. E il nostro Paese è addirittura al secondo posto in Europa per bambini e bambine sovrappeso e obesi nella fascia di età che va dai 7 ai 9 anni (37%), mentre si piazza al terzo posto insieme a Malta per quanto riguarda l’obesità col 17% di minori sempre nella fascia 7-9 anni.
I consigli
Corretta alimentazione e attività fisica: sono questi i consigli univoci degli esperti. Secondo i dati di «Okkio alla salute», infatti, il 10,9% dei bambini non fa colazione, il 36,5% la consuma in modo inadeguato e il 66,9% mangia merende troppo abbondanti. Inoltre, un bambino su quattro non assume quotidianamente frutta e verdura.
Un’alimentazione equilibrata non deve essere restrittiva, ma mirare allo sviluppo di abitudini sane e autonome, senza eccessi di grassi e zuccheri che potrebbero compromettere l’equilibrio nutrizionale. La varietà nella dieta è essenziale, senza demonizzare alcun alimento, ma con un’attenzione particolare a quelli più calorici. La colazione è un pasto fondamentale: saltarla può portare a una fame eccessiva nei pasti successivi. Gli spuntini devono essere bilanciati per non compromettere l’equilibrio calorico giornaliero, privilegiando frutta, frutta secca o carboidrati complessi come cracker, che favoriscono un senso di sazietà prolungato.
Frutta e verdura devono essere sempre presenti per garantire il giusto apporto di fibre e vitamine, mentre i cereali complessi forniscono energia e facilitano la digestione, soprattutto per chi pratica attività fisica. E per ridurre l’apporto calorico i consigli sono esattamente uguali a quelli che valgono per gli adulti: evitare zuccheri aggiunti nelle bevande, limitare il consumo di bibite gassate e dolci troppo calorici, prediligendo l’acqua. Anche i grassi vanno moderati.
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