L’alto Garda bresciano copre una vasta superficie che, nei confini dell’omonima area naturale protetta, si estende dal golfo di Salò fino al Garda trentino. In questa stagione estiva le numerose proposte di fruizione trovano risalto sia a diretto contatto con l’acqua del lago lungo la fascia rivierasca, sia nelle foreste dell’entroterra. Tutti i comuni tra Salò e Limone testimoniano la prossimità tra il lago e la montagna, e Gargnano non fa eccezione.
La strada provinciale che dalla zona alta del paese si stacca dalla Gardesana e sale in direzione di Navazzo propone un viaggio cromatico tra tonalità azzurre di cielo e lago e verdi di boschi. Al bivio di Navazzo si può proseguire a destra verso Costa per entrare in una dimensione nuova, silenziosa e discreta, che si materializza attorno a boschi, radi casali tra prati e pascoli, che il nastro d’asfalto poco trafficato asseconda oltre la Bocchetta del Santo di Liano e Bocca Magno. Giunti al piccolo e ordinato paese di Costa l’impressione che si ricava con immediatezza è quella di un dialogo rispettoso tra uomo e natura, e come spesso accade è la forma lenta del cammino che può offrire conoscenze dirette e più approfondite.
La traccia conduce sul percorso di cresta che si segue a destra ammirando in lontananza il lago di Garda, fino a raggiungere la vetta del Monte Pennì. Si continua in discesa sul versante opposto e si supera un tratto ripido che conduce alla sella di Coca da Bar, avanzando a destra sul sentiero delle tre croci. Il fondo diventa cementato e poi asfaltato, e va seguito a destra all’immissione su un’altra strada che accompagna a Costa.
Scheda tecnica
Partenza e arrivo: Costa di Gargnano, 760 metri s.l.m.
Dislivello: 319 metri
Tempo di percorrenza: 1h 20’
Difficoltà: E (escursionisti)
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