Longevità e nuovi equilibri sociali tra pianificazione e protezione

Maurizio Veggio, direttore regionale Lombardia Est Triveneto di Bper sottolinea il ruolo della banca: «È necessaria una nuova consapevolezza»
La vecchiaia va pianificata, non solo sotto il profilo pensionistico
La vecchiaia va pianificata, non solo sotto il profilo pensionistico
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L’allungamento della vita media rappresenta una delle trasformazioni più profonde della nostra epoca. Non è soltanto un successo sanitario, ma un cambiamento strutturale che incide su economia, lavoro, welfare e modelli di consumo. In Italia questo fenomeno assume un’intensità ancora maggiore: una quota crescente della popolazione ha più di 65 anni e questa tendenza è destinata a consolidarsi nei prossimi decenni.

A rendere questo scenario più complesso è la contemporanea riduzione della natalità e della popolazione complessiva. I dati evidenziano una dinamica ormai strutturale: meno giovani, più anziani e un’età media in costante aumento. Si tratta di un cambiamento destinato a ridefinire in profondità gli equilibri tra generazioni e a incidere sulla sostenibilità del sistema economico e sociale.

«La longevità è una conquista importante, ma richiede una nuova consapevolezza», osserva Maurizio Veggio, Direttore Regionale Lombardia Est-Triveneto di Bper. «Non basta vivere più a lungo: bisogna essere preparati a gestire una vita più lunga, sotto il profilo economico, sanitario e familiare».

Maurizio Veggio, direttore regionale Lombardia Est Triveneto di Bper
Maurizio Veggio, direttore regionale Lombardia Est Triveneto di Bper

Squilibrio

Uno degli effetti più evidenti dell’invecchiamento riguarda il progressivo squilibrio tra popolazione attiva e popolazione anziana. Nei prossimi decenni il numero degli over 65 crescerà in modo significativo rispetto agli individui in età lavorativa, con conseguenze dirette sia sul sistema previdenziale sia sulla capacità di crescita dell’economia. Questo fenomeno si riflette anche nella riduzione del cosiddetto «dividendo demografico», cioè il contributo della popolazione attiva allo sviluppo economico, che in Italia è già entrato in una fase negativa.

A questo quadro si aggiunge un ulteriore elemento: il cambiamento nei comportamenti individuali. Vivere più a lungo significa ridefinire le scelte lungo tutto l’arco della vita, dal lavoro al risparmio, dalla casa alla gestione del patrimonio. Le persone si trovano a pianificare orizzonti temporali più lunghi, con esigenze che non riguardano solo il presente, ma anche la qualità della vita futura.

Pianificazione

«In questo contesto diventa fondamentale rafforzare la cultura della pianificazione», prosegue Veggio. «Le persone devono essere accompagnate lungo tutto il ciclo di vita, costruendo nel tempo un equilibrio tra risparmio, previdenza e protezione».

Il tema previdenziale resta centrale. L’aumento della popolazione anziana comporta una pressione crescente sul sistema pensionistico, rendendo sempre più necessario affiancare al pilastro pubblico strumenti di previdenza complementare. Ma la sfida non riguarda solo il reddito futuro: coinvolge anche la protezione complessiva della persona.

L’invecchiamento della popolazione determina infatti una crescita strutturale della domanda di cure e assistenza, con un impatto significativo sia sul sistema pubblico sia sui bilanci delle famiglie. In prospettiva, questi bisogni sono destinati ad aumentare, rendendo sempre più rilevanti le soluzioni integrative in ambito sanitario e assicurativo.

«La protezione della persona diventa centrale tanto quanto la gestione del risparmio», sottolinea Veggio. «Strumenti assicurativi e sanitari integrativi rappresentano un supporto concreto per affrontare con maggiore serenità le diverse fasi della vita».

Accanto alle criticità, la longevità apre anche nuove prospettive di sviluppo. La cosiddetta Silver Economy - riferita alla popolazione over 65 - è oggi una componente sempre più rilevante del sistema economico. In Europa questa fascia è destinata a raggiungere circa 88 milioni di persone e a incidere in modo significativo sulla ricchezza complessiva.

Non si tratta più soltanto di una fascia da tutelare, ma di un segmento attivo, che esprime nuovi bisogni e nuovi modelli di consumo. La popolazione senior è sempre più protagonista in ambiti come il tempo libero, il turismo, la cultura e i servizi ad alto contenuto tecnologico, oltre a rappresentare una quota importante del risparmio complessivo.

Sistema produttivo

Questo cambiamento coinvolge anche il sistema produttivo. Il progressivo invecchiamento della popolazione si riflette sulla disponibilità di forza lavoro e sul ricambio generazionale nelle imprese. Molte realtà imprenditoriali si trovano oggi ad affrontare passaggi delicati, legati alla successione e alla continuità aziendale, in un contesto in cui le nuove generazioni sono numericamente meno consistenti.

È proprio in questo scenario che il ruolo delle banche assume una rilevanza sempre più strategica. Gli istituti di credito non sono più soltanto intermediari finanziari, ma attori in grado di accompagnare famiglie e imprese in una trasformazione complessa e di lungo periodo. Dalla pianificazione previdenziale alla gestione del patrimonio, dalla tutela della salute al passaggio generazionale, la banca può diventare un punto di riferimento capace di offrire soluzioni integrate e consulenza qualificata.

«Il nostro ruolo è essere vicini alle persone nei momenti più importanti della loro vita», evidenzia Veggio. «Significa ascoltare, comprendere i bisogni e costruire insieme percorsi sostenibili nel tempo».

La sede di Bper Banca
La sede di Bper Banca

In questo senso, la banca può contribuire anche a diffondere una maggiore educazione finanziaria, elemento chiave per affrontare una vita più lunga e complessa. Aiutare le persone a comprendere le proprie esigenze, a pianificare e a prendere decisioni consapevoli diventa parte integrante di un modello di servizio evoluto.

Un passaggio riguarda anche l’innovazione tecnologica, che rappresenta un’opportunità importante per migliorare l’accesso ai servizi, ma che deve restare inclusiva. La combinazione tra canale digitale e relazione umana consente di garantire semplicità e continuità, senza perdere il valore del rapporto diretto.

«La tecnologia deve essere un facilitatore, non una barriera», conclude Veggio. «L’obiettivo è mettere le persone nelle condizioni di scegliere come relazionarsi con la banca, mantenendo sempre al centro la fiducia».

La longevità, dunque, non è solo un fenomeno demografico, ma una trasformazione che attraversa l’intera società. Governarla significa ripensare strumenti, comportamenti e modelli di servizio, con l’obiettivo di trasformare una sfida strutturale in un’opportunità concreta di sviluppo sostenibile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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