Gruppi di cammino, nel Bresciano ce ne sono 58 promossi dalle Ats

È uscito il nuovo spin-off di Qualità della vita, la ricerca del Giornale di Brescia che vuole misurare lo state di salute del nostro territorio. Si parla di Longevity, ovvero della terza età: l’abbiamo raccontata attraverso numeri e interviste. Qui trovate tutti gli articoli pubblicati.
Non sono solo numeri, ma rappresentano il cuore pulsante di una strategia di prevenzione che mira a cambiare il volto della terza età nel nostro territorio. Parliamo dei 58 Gruppi di cammino (GdC) promossi da Ats Brescia e Ats Montagna: iniziative che, pur nella loro apparente semplicità, costituiscono uno dei pilastri più significativi per la tutela della salute e della qualità della vita degli anziani.
Accanto a questi, in Val Camonica, si muovono con successo anche i 7 cosiddetti «Gruppi di sudore», versioni leggermente più intense ma altrettanto partecipate. Si tratta di un mosaico di opportunità che trasforma le strade e i parchi della nostra provincia in una vera e propria palestra a cielo aperto, gratuita e accessibile a tutti. Il progetto non nasce dal nulla, ma è il frutto di una sinergia strutturata e metodologica.

Il protocollo
Il protocollo promosso da Ats Brescia e Ats Montagna prevede che le Amministrazioni comunali, le Associazioni del territorio, le aziende, le strutture sanitarie e i professionisti della prevenzione operino in rete. Non si tratta di iniziative estemporanee, ma di percorsi codificati.
Le Ats non si limitano al patrocinio: mettono a disposizione il proprio personale per fornire consulenza tecnica, supporto organizzativo e strumenti operativi. Un aspetto fondamentale è la formazione: le agenzie di tutela della salute organizzano percorsi formativi per i nuovi conduttori (Walking leader) e curano le relazioni tra i gruppi già attivi, sostenendoli nel tempo per evitarne lo sfaldamento. Il ruolo dei Comuni è centrale. L’Amministrazione deve identificare il conduttore iniziale; tuttavia, la bellezza di questo modello risiede nella sua sostenibilità a lungo termine. Una volta che il gruppo si è consolidato, tende all’autogestione: spesso è uno degli stessi partecipanti a maturare le competenze necessarie per diventare guida, trasformando un servizio pubblico in un esempio di cittadinanza attiva.
Inoltre, per massimizzare la partecipazione degli over 65, è vitale il coinvolgimento dei Centri Anziani locali, che fungono da naturali centri di aggregazione e reclutamento per queste attività.
Sul territorio
La capillarità del progetto è impressionante. Coinvolge 58 Comuni del bresciano, coprendo realtà demografiche opposte. Da un lato abbiamo Brescia, città popolosa che conta ben 7 Gruppi di cammino distribuiti in diverse zone strategiche, servendo un bacino potenziale di oltre 49mila over 65. Dall’altro, troviamo la forza dei centri minori, dove il Gruppo di cammino diventa spesso l’evento sociale principale della settimana.
È emblematico il caso di 5 Comuni bresciani che mantengono attivo un GdC nonostante una popolazione anziana inferiore alle 500 unità: Vallio Terme, Villachiara, Acquafredda, Cigole e Lodrino. In queste realtà, il gruppo di cammino non è solo salute, è il collante che impedisce l’isolamento sociale tipico dei piccoli borghi. I dati mostrano che nella maggior parte dei Comuni con più di 2mila anziani è presente almeno un gruppo. L’auspicio delle autorità sanitarie è però quello di un ulteriore allargamento. La routine è consolidata: ci si ritrova almeno 2 o 3 volte a settimana. Non si tratta di una maratona, ma di un’attività fisica guidata: il cammino, svolto a intensità variabile, è sempre intervallato da sessioni di stretching, esercizi di mobilità articolare, equilibrio e potenziamento muscolare.
Medicina geriatrica
Questa struttura risponde esattamente alle linee guida moderne della medicina geriatrica: non basta muoversi, bisogna farlo con equilibrio tra attività aerobica e rinforzo strutturale.
L’Organizzazione mondiale della sanità è categorica: gli adulti dovrebbero svolgere almeno 150 minuti di attività fisica aerobica moderata a settimana, uniti a esercizi di rafforzamento muscolare almeno due volte. Il cammino di gruppo è la risposta più economica, democratica e sostenibile a queste raccomandazioni. Non richiede abilità atletiche, non necessita di equipaggiamenti costosi (bastano un paio di scarpe comode) e presenta rischi di infortuni o traumi muscolo-scheletrici vicini allo zero. Ma i benefici clinici sono imponenti.

Camminare regolarmente riduce drasticamente il rischio di sviluppare sovrappeso, obesità, diabete di tipo 2 e ipertensione. È uno scudo contro l’infarto miocardico e l’ictus, aiuta a prevenire l’osteoporosi e persino alcune forme tumorali, come il cancro al colon e alla mammella. Agisce inoltre sui valori ematici, abbassando colesterolo e trigliceridi. Tuttavia, l’aspetto forse più rivoluzionario è quello psicologico: l’attività fisica riduce l’ansia e previene la depressione. Partecipare a un gruppo abbatte il senso di solitudine, che per l’anziano è spesso un fattore di rischio tanto grave quanto il fumo o la cattiva alimentazione. Il contesto demografico italiano ci pone davanti a una sfida senza precedenti.
Aspettative
Nel 2024 la speranza di vita alla nascita ha raggiunto il massimo storico di 83,4 anni (85,5 per le donne e 81,4 per gli uomini). Viviamo circa due anni in più rispetto alla media europea e un anno in più rispetto a soli dieci anni fa. Ma vivere a lungo non significa necessariamente vivere in salute. Il dodicesimo Rapporto Bes dell’Istat evidenzia un paradosso: siamo un popolo di longevi, ma con molte fragilità. A 65 anni, un italiano ha davanti a sé una prospettiva di circa 10,4 anni di vita «senza limitazioni».
Qui emerge un divario di genere preoccupante: gli uomini trascorrono in buona salute circa il 54% degli anni che restano loro da vivere, mentre le donne meno della metà. Quasi il 50% degli over 74 convive con patologie croniche gravi o limitazioni funzionali, un dato che non ha mostrato miglioramenti significativi negli ultimi dieci anni.
In questo scenario, i Gruppi di cammino e i «Gruppi di sudore» della Val Camonica non sono solo tempo libero, ma una strategia di sanità pubblica lungimirante. Se è vero che gli anziani che praticano sport sono raddoppiati in vent’anni (passando dal 6,7% al 16,4%), c’è ancora una vasta fetta di popolazione da raggiungere. Adottare stili di vita sani lungo tutto l’arco della vita è l'unica via per far sì che la longevità non diventi un peso per il sistema sanitario e una sofferenza per l'individuo.
Ogni passo fatto in gruppo in un parco di Brescia o lungo un sentiero della Val Camonica è un passo verso un futuro in cui la vecchiaia non sia sinonimo di fragilità, ma una stagione della vita attiva, lucida e profondamente connessa al tessuto sociale della comunità. Sostenere, potenziare e promuovere queste iniziative gratuite è, oggi più che mai, un dovere morale e civile per ogni Amministrazione che abbia a cuore il benessere dei propri cittadini più fragili.
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