Non solo santuari del silenzio: la sfida delle biblioteche

La pagina scritta sopraffatta dai consumi digitali più rapidi e frammentati
Antonio Borrelli

Antonio Borrelli

Giornalista

Le biblioteche sempre più luoghi di aggregazione
Le biblioteche sempre più luoghi di aggregazione

Gli indiani trascorrono quasi 11 ore alla settimana a leggere, i thailandesi si dedicano alla lettura 9 ore ogni 7 giorni, i cinesi otto. Basterebbero questi tre dati per distruggere la retorica etnocentrica ed europeicentrica che avvolge il mondo della letteratura e in generale della cultura, in particolare in Italia. Perché culla della Storia, della civiltà e anche delle arti questo Paese lo è stato, ma da tempo ha perso la bussola ed è precipitato in un pozzo senza fondo.

Basti pensare al grande paradosso dell’editoria nostrana: ormai in Italia si stampano circa 85mila novità all’anno (oltre 230 nuovi libri al giorno), ma quasi la metà della popolazione sopra i 6 anni (circa il 43% secondo i criteri più rigidi dell’Istat) non apre nemmeno un libro all’anno.

Nell’Unione Europa (dove svettano Lussemburgo e Svezia per tasso di lettori complessivo) siamo al terzo posto, ma a partire dal basso. E quelli che si dichiarano lettori trascorrono sui libri 2 ore e 47 minuti alla settimana.

Il problema

È evidente che non bastano i pur confortanti dati sugli utenti nelle biblioteche o sulla concentrazione di spazi di studio e lettura in determinati territori per indorare la pillola. Il fenomeno è l’effetto di un problema ben più complesso che si interseca con una diffusa povertà culturale che avvolge il nostro Paese in ogni ambito della vita pubblica e privata. Ed è qui che frammentazione digitale e calo dell’attenzione hanno trovato terreno fertile più che altrove.

I dati più recenti dell’Osservatorio Aie evidenziano infatti una mutazione: sebbene l’inclusione di e-book, audiolibri e auto-pubblicazione allarghi la platea dei lettori occasionali, la frequenza e il tempo dedicati alla lettura approfondita sono crollati. La lettura settimanale è in calo e il tempo medio speso sulla pagina scritta diminuisce a favore di consumi digitali più rapidi e frammentati.

In questo contesto la sfida delle biblioteche è quella di affrontare una mutazione radicale per non trasformarsi in monumenti del passato. Se il tempo dedicato alla lettura crolla e il digitale frammenta l’attenzione, la biblioteca non può più essere solo un deposito di libri cartacei o un santuario del silenzio, ma deve evolversi da luoghi di conservazione a piattaforme di comunità. E trasformarsi nel cosiddetto «Terzo Luogo», quello spazio di relazione in cui si vive oltre alla casa e alla scuola o al luogo di lavoro.

Il modello vincente è quello delle Learning Cities del Nord Europa o della Repubblica Ceca - nell’immaginario collettivo non certo la Patria della cultura.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Una data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdBUna data speciale, da ricordare con la prima pagina del GdB

Dall’archivio storico, disponibile dal 27 aprile 1945 a oggi

SCOPRI DI PIÙ
"La Repubblica di tutti""La Repubblica di tutti"

La costituzione come bussola

Scopri di più
Delitti Bresciani, il podcast del GdBDelitti Bresciani, il podcast del GdB

I grandi casi della cronaca nera e giudiziaria che hanno varcato i confini della provincia e sono diventati casi nazionali

ASCOLTA