A Berlingo è costante l’attenzione sull’ambiente

La Qualità della vita ha ripreso il suo cammino: una presenza che in questo 2026 sarà più corposa che in passato. Ma è ancora presto per svelare le tante, tantissime novità che metteremo in campo. Intanto abbiamo iniziato un viaggio tra i Comuni bresciani, per commentare i dati emersi dalla nostra ricerca ma non solo.
È uno dei Comuni bresciani più piccoli, 202esimo su 205. In meno di 5 chilometri quadrati, però, Berlingo assomma poco meno di 3mila residenti, oltre a una ricchezza agricola, industriale e associativa, dove la vita di comunità – tanto a Berlingo quanto nella frazione di Berlinghetto – rappresentano ancora oggi un valore imprescindibile.
Il borgo bassaiolo ha proprio nella forza dei legami uno dei punti di forza, fin dai tempi del compianto sindaco Dario Ciapetti, scomparso nel 2012. Fu lui a iscrivere, tra i primi del Bresciano, Berlingo all'associazione Comuni Virtuosi, oltre a riqualificare una discarica abusiva di rifiuti tossici in centro al paese in una scuola, la secondaria di primo grado «Dario Ciapetti». Proprio il tema ambientale e della qualità della vita vede ancora oggi Berlingo in prima fila.
La vicenda della Macogna, ormai un decennio fa, aveva portato per le strade oltre 5mila persone. Su questo fronte, maggioranza e opposizione – non senza difficoltà – sono riuscite recentemente a fare fronte comune, approvando una delibera congiunta per «dire no al trasferimento dei rifiuti dalla Vallosa di Passirano» e ribadire alla Regione «Il mantenimento dell'indice di pressione», come già chiesto dalla lettera siglata dal sindaco Fausto Conforti assieme ai colleghi di Rovato, Cazzago e Travagliato, dove Conforti ricorda come «ogni nuova realizzazione comporterebbe un rilevante rischio per la comunità e per la salute».
Tra ambiente e memoria si muove poi il «Sentiero del respiro», una delle prime passeggiate della provincia dedicata esplicitamente alle vittime Covid. Scalda già i motori, per l'autunno, la sesta edizione del «Festival Pestom. Parla come mangi. La storia di un gusto nella Terra di Mezzo». Un appuntamento che il Comune ha voluto subito dopo la pandemia «non solo come momento gastronomico,ma di valorizzazione delle tradizioni locali e sostegno dell’economia del territorio».
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