Cava Macogna, l’indice di pressione «resta»: niente discariche

A dicembre dell’anno scorso il Consiglio comunale di Berlingo aveva fatto fronte comune contro il trasferimento dei rifiuti dalla Vallosa di Passirano alla Macogna a Cazzago San Martino e più in generale per ribadire a Regione Lombardia la necessità di «confermare il principio dell’indice di pressione territoriale e ogni altro criterio volto a evitare la concentrazione di impianti di smaltimento e discariche in aree già gravate da pressione ambientale elevata». Una delibera che seguiva la nota congiunta già firmata dal sindaco assieme ai colleghi di Rovato, Cazzago e Travagliato. La preoccupazione era palpabile anche da parte delle associazioni ambientaliste.
Ma la buona notizia è arrivata dalla consigliera regionale del Pd Miriam Cominelli, capodelegazione in commissione Ambiente: «Grazie alle nostre sollecitazioni, non ci sarà alcuna deroga al fattore di pressione».
La revisione
La giunta regionale ha approvato la revisione del Piano regionale di gestione dei rifiuti (Prgr), una revisione che, in origine, «prevedeva una deroga all’indice di pressione ambientale, la norma nata per impedire di insediare nuovi impianti di smaltimento nei Comuni in cui sono già presenti oltre 160mila metri cubi di rifiuti per chilometro quadrato e che era nata proprio per tutelare il territorio bresciano. Un provvedimento nato per frenare l’accumulo insostenibile di discariche», spiega la consigliera Dem.
La deroga, come abbiamo visto, era stata duramente contestata dal territorio franciacortino, ma anche dalla stessa Cominelli che aveva presentato delle osservazioni per chiederne lo stralcio. «E ora sono state accolte – prosegue –. Una vittoria di cui siamo orgogliosi, tanto più importante per il territorio bresciano che vede già un’altissima concentrazione di impianti e non avrebbe potuto reggere un ulteriore carico».
Preoccupazioni
Ma c’è un altro tema che preoccupa la consigliera e il Partito democratico sul tema discariche. «Una modifica introdotta dalla revisione del Piano relativa alle discariche nelle aree vitivinicole Doc e Docg, in primis la Franciacorta – conclude la consigliera –. Il Piano, fino alla revisione, vietava di ospitare discariche in queste aree. Ora invece non pone un divieto tassativo, ma introduce solo criteri di penalizzazione; si potranno realizzare discariche a poca distanza dai vigneti con un forte impatto sul paesaggio, e di conseguenza sull’attrattività turistica, e la salubrità dell’area. Un provvedimento sbagliato».
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