Politica

Trecani: «La Protezione civile è soprattutto formazione e organizzazione»

Dagli incendi boschivi al maltempo, fino ai grandi eventi: la Provincia punta su formazione, prevenzione e coordinamento dei volontari
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Laura Trecani
Laura Trecani

«La Protezione Civile non è soltanto emergenza. È prevenzione, formazione, organizzazione, conoscenza del territorio. E soprattutto è fatta di persone». Laura Trecani parte da qui per raccontare l’anno e mezzo vissuto fino a qui con la delega provinciale alla Protezione civile, affidatale dal presidente Emanuele Moraschini nel febbraio del 2025. Una materia complessa, forse anche difficile da raccontare proprio perché la parte più visibile arriva quando qualcosa è già successo: un'alluvione, un incendio, una frana o la ricerca di una persona scomparsa. Il grosso del lavoro, invece, dovrebbe avvenire prima.

E i numeri aiutano a capire la dimensione del sistema bresciano. In provincia si contano circa 5mila volontari suddivisi in più di 160 gruppi, con una presenza che copre quasi tutti i Comuni. Non sono dipendenti del Broletto, né la Protezione Civile può essere considerata un corpo unico alla stregua dei Vigili del Fuoco o delle Forze dell'ordine. La Provincia ha piuttosto un ruolo di coordinamento, pianificazione e supporto, mettendo insieme organizzazioni di volontariato, Comuni e le diverse strutture chiamate a intervenire.

Ed è soprattutto sulla costruzione di questa rete che Trecani dice di aver concentrato i primi mesi della delega. «Ho incontrato gruppi comunali, associazioni, volontari, amministratori e tecnici. Sono entrata nelle loro sedi, ho ascoltato le loro esigenze, ho visto mezzi, attrezzature e attività – racconta –. Per poter interpretare davvero un territorio, prima di tutto bisogna conoscerlo». Decine le realtà visitate, molto differenti per dimensioni, storia e organizzazione.

La formazione

Del resto, quando arriva un'emergenza, il tempo per imparare non c'è più. Una parte consistente dell'attività provinciale riguarda quindi la formazione dei volontari, che negli ultimi due anni è passata da corsi generali ad approfondimenti sempre più specifici. Nel 2025 sono stati organizzati corsi base e attività dedicate a cartografia, Gps e topografia, anche in collaborazione con i Vigili del Fuoco. A queste si sono aggiunte la preparazione per la ricerca delle persone scomparse – con Vigili del Fuoco, Soccorso alpino e Guardia di Finanza di Edolo – e quella sul rischio idrogeologico.

Il percorso è proseguito nel 2026 con nuovi corsi base, approfondimenti sulle frane rivolti in particolare ai volontari della Valcamonica e altre attività sulla ricerca delle persone, sul Gps e sulla topografia. E continuerà nei prossimi mesi con formazione sul rischio idrogeologico e alluvionale e nuovi appuntamenti dedicati alle persone scomparse, coinvolgendo anche Prefettura, Vigili del Fuoco e, dove previsto, Cnsas e Guardia di Finanza. «Prepararsi significa acquisire competenze prima che possano servire – sottolinea Trecani –. Significa investire sulle persone».

Non solo volontari, però. Uno dei fronti sui quali la Provincia sta provando a insistere è infatti quello delle scuole. Nel dicembre 2025 è stata organizzata un'attività in un istituto superiore di Sarezzo insieme ai Vigili del Fuoco, mentre nel maggio scorso alcune scuole hanno visitato il Centro di Protezione Civile.

È nato inoltre un gruppo di lavoro formato da docenti e volontari con l'obiettivo di predisporre materiali e un progetto che possa essere utilizzato dalle organizzazioni sul territorio. «La cultura della Protezione Civile si costruisce anche entrando nelle scuole, parlando ai ragazzi, insegnando loro cosa significa prevenire, conoscere i rischi e sapere come comportarsi – spiega la consigliera –. Non si tratta soltanto di formare chi dovrà intervenire. Si tratta di preparare una comunità intera». 

Le emergenze

Poi, inevitabilmente, c'è il momento in cui la macchina deve mettersi in moto. Non soltanto per le calamità. Nel corso del 2025 il sistema provinciale è stato coinvolto anche in alcuni grandi eventi, dalle esequie di Papa Francesco al Giubileo dei Giovani. Nel 2026 è invece arrivato l'impegno legato alle Olimpiadi. Situazioni molto differenti da un'emergenza, ma che richiedono comunque organizzazione, disponibilità di uomini e mezzi e capacità di far lavorare insieme soggetti diversi.

Poi ci sono delle questioni che non si possono mettere in calendario. Nel corso del 2026 diverse zone della provincia sono state interessate dagli incendi boschivi, tra giugno e luglio non sono mancati forti temporali e grandinate. E ad agosto è toccato alla Valcamonica fare nuovamente i conti con maltempo e dissesti. «In quei momenti il compito di chi ha una responsabilità istituzionale è anche stare accanto ai sindaci e ai territori, ascoltare e mettere a disposizione ciò che serve».

Da qui anche l'importanza delle esercitazioni, come quella organizzata sul Monte Saresano. Occasioni che servono proprio per mettere alla prova procedure e collaborazione quando ancora si può sbagliare, correggere e riprovare. «Quando arriva un'emergenza non c'è tempo per improvvisare. La preparazione fa la differenza».

Organizzazione

Le persone sono il centro del sistema, ma devono poter contare anche su una struttura adeguata. La Provincia gestisce infatti una Colonna mobile, con mezzi e attrezzature che devono essere mantenuti, assicurati e progressivamente aggiornati, oltre alla sala operativa e ai sistemi di telecomunicazione.

Negli ultimi mesi il Broletto ha continuato a intervenire anche sulle dotazioni. Tra le procedure pubblicate figurano la fornitura di un autocarro 4x4 da 15 tonnellate con cassone ribaltabile e verricello, destinato alla Colonna Mobile, e nel 2026 quella di un carrello rimorchio per il trasporto dei mezzi movimento terra. Sono inoltre previste attività di manutenzione delle attrezzature già presenti, tra cui gru retrocabina e un sollevatore telescopico.

Anche sul piano economico la funzione ha una dimensione non trascurabile. Nello schema di bilancio di previsione 2026-2028 pubblicato dalla Provincia, al programma «Sistema di protezione civile» sono indicati per il 2026 929.849 euro, dei quali 648.200 per spese correnti e poco più di 281mila per investimenti.

La rete

Per Trecani il bilancio dei primi mesi non si soppesa soltanto con gli interventi fatti. «È soprattutto fatto di relazioni, di conoscenza e di consapevolezza. Ho imparato che la Protezione Civile non si valuta soltanto con i mezzi che abbiamo o nel numero degli interventi che riusciamo a fare. Si misura nella capacità di lavorare insieme prima che serva l’intervento». Un lavoro nel quale entrano gli uffici provinciali, il Comitato di coordinamento del volontariato e naturalmente le singole organizzazioni. Una macchina che, proprio perché composta da soggetti diversi, ha bisogno di conoscersi in anticipo.

Ed è qui che torna il concetto con cui la consigliera ha impostato la delega: andare sul territorio prima che il territorio abbia bisogno di chiedere aiuto. «Continuerò ad ascoltare, incontrare, sostenere la formazione e la prevenzione – conclude –. Perché quando arriva un'emergenza non c'è più tempo per conoscersi. È prima che bisogna costruire la squadra».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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