Se si feriscono durante un’operazione di soccorso o un’esercitazione autorizzata, a pagare le cure veterinarie non dovranno più essere soltanto i loro conduttori. I cani delle unità cinofile della Protezione civile lombarda potrebbero essere equiparati ai volontari che li guidano, con una tutela specifica e un contributo regionale per spese mediche, chirurgiche, vaccinazioni e controlli.
Il progetto di legge è stato illustrato oggi in Commissione Ambiente del Consiglio regionale. Primo firmatario è il consigliere di Fratelli d’Italia Diego Invernici, che punta a riconoscere formalmente il ruolo dei «volontari a sei zampe» nel sistema regionale di Protezione civile.
«Non parliamo di un volontario accompagnato dal proprio cane, ma di un binomio operativo, formato e addestrato per intervenire negli scenari più difficili», sottolinea Invernici. «Il cane non è uno strumento: è parte dell’unità, condivide con il conduttore la preparazione, i rischi e gli interventi».
Gli utilizzi
Le unità cinofile vengono impiegate nella ricerca di persone disperse o scomparse, nelle emergenze, dopo le calamità e tra le macerie. Un’attività che richiede anni di addestramento, certificazioni, esercitazioni periodiche e costi spesso sostenuti direttamente dai volontari. Oggi, in caso di infortunio dell’animale durante un’attività operativa, le spese veterinarie ricadono infatti sul proprietario o sul conduttore.
La proposta prevede che Regione Lombardia contribuisca agli interventi medici e chirurgici urgenti conseguenti a infortuni avvenuti durante esercitazioni autorizzate o operazioni di soccorso e assistenza. Sono comprese anche le vaccinazioni obbligatorie e le visite veterinarie di controllo. Il sostegno non sarà automatico. Il proprietario o il conduttore dovrà appartenere a un’organizzazione di volontariato di Protezione civile iscritta nell’elenco territoriale regionale e avere lo status di volontario operativo con specializzazione cinofila.



