Politica

Tetto agli stranieri, Meloni difende il testo e «punge» Mattarella

La premier: «Redigeva circolari su questo tema». Dal Colle nessuna replica, faro sulle misure allo studio
Giorgia Meloni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Giorgia Meloni - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Da ministro dell'Istruzione, anche Sergio Mattarella «redigeva circolari» che invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nelle stesse classi. Giorgia Meloni sceglie il salotto tv Bruno Vespa per respingere, e girare invece a suo favore, «l'interpretazione prevalente» che ha letto le parole del Capo dello Stato all'inaugurazione dell'anno scolastico ad Amatrice come una contestazione al governo. E alla sua volontà di porre per legge, e non via circolare, un tetto agli stranieri in classe che dovrebbe arrivare già domani in Consiglio dei ministri. Fonti del Quirinale, interpellate al riguardo, non commentano le parole della premier. In ambienti vicini al Colle ci si limita a spiegare che sono in corso interlocuzioni tra gli uffici della presidenza della Repubblica e quelli del ministero competente sulle misure che il governo intende attuare. Anche se non si sa ancora se il testo del provvedimento nascerà sotto forma di un decreto legge o di un ddl.

Le opposizioni

Nel frattempo, dalle opposizioni si rileva che c'è una netta differenza tra un testo di legge come quello proposto ora dall'Esecutivo e delle circolari, come quelle scritte dall'allora ministro dell'Istruzione, fatte con l'obiettivo di facilitare l«integrazione». Un modo, quello della premier, «di tirare il presidente per la giacchetta sulla polemica del giorno» – stigmatizza Elly Schlein – che dimostra una evidente e totale mancanza di senso dello Stato. E una provocazione diretta alla più alta carica dello Stato». Una linea condivisa, a cascata , con tutto il resto delle opposizioni, compresi Avs e 5 stelle.

A caldo già i luogotenenti di FdI, e pure Matteo Salvini, avevano sostenuto la tesi del presidente del Consiglio sull'argomento. Lei la argomenta su Rai1. L'intento, è il ragionamento, è quello di superare i ghetti, sia da parte dell'esecutivo sia nelle parole del presidente della Repubblica che «per l'appunto dice che la scuola deve superare i ghetti». E un ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua».

Sergio Mattarella ad Amatrice - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Sergio Mattarella ad Amatrice - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

La volontà del governo è di arrivare a una distribuzione più equa delle classi, intervenendo, precisa Meloni, sui ragazzi che non parlano la nostra lingua. Si tratta di buonsenso, come nel caso del burqa, che va vietato a scuola, e anche nei luoghi pubblici come propone FdI, pure per una questione di sicurezza.

L’economia

C'è anche l'economia, nella puntata di Porta a Porta, nel giorno in cui sfuma l'uscita anticipata dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo. «Sono molto dispiaciuta perché avevamo fatto 30...» commenta la premier ricordando che c'è stato un lavoro molto complesso che ci ha portati a ridurre il deficit dall'8,1% al 3,08%. Certo il rammarico aumenta perché anno dopo anno sono state riviste le stime e «non so se l'Istat sottostima gli italiani o il governo...». Certo è che ora il percorso è più complicato anche per sfruttare la clausola su difesa ed energia ma al momento non ci sarebbero decisioni prese. Nei prossimi giorni si approfondirà il tema durante il lavoro per la prossima legge di Bilancio,

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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