Politica

Stefania Craxi: «Forza Italia è vicina ad aziende e lavoratori»

La senatrice ha scelto Brescia per la sua prima uscita ufficiale da capogruppo al Senato: «Cerchiamo dialogo, confronto e idee»
Stefania Craxi con i politici di Forza Italia nella sede bresciana del partito - © www.giornaledibrescia.it
Stefania Craxi con i politici di Forza Italia nella sede bresciana del partito - © www.giornaledibrescia.it
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Inizia parlando di una «rivoluzione nel biennio ’92/94 che ha distrutto il sistema politico» e finisce citando Francesco De Gregori: «Viva l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste, viva l’Italia che non ha paura».

Stefania Craxi sceglie la sede cittadina di Forza Italia per la sua prima uscita ufficiale da capogruppo in Senato, dopo le dimissioni di Maurizio Gasparri. In via Inganni erano molti ad attenderla e tanti sono stati gli applausi, soprattutto nei passaggi in cui ha citato il padre Bettino. «Su Sigonella non c’è nessun paragone da fare: nel 1985 fu fondamentale il coraggio del presidente, pochi giorni fa il Governo ha chiesto solamente di rispettare un protocollo».

Craxi, è iniziata da poco la sua avventura da capogruppo. Come sono andati questi primi giorni?

Ho trovato un partito vivo. Ci siamo già messi al lavoro in modo ordinato e valorizzerò il contributo di tutti i colleghi del Senato. Forza Italia farà, nei prossimi dodici mesi, un viaggio nell’Italia che lavora e che produce.

Anche qui nel Bresciano negli anni avete perso un po’ di elettorato, ma adesso sembra che ci sia una fase di recupero. È così?

Sì, siamo in fase di recupero. Ci occuperemo molto del sistema produttivo del Settentrione, che è il nostro petrolio ma che ha nodi importanti da sciogliere, primo fra tutti il costo dell’energia e delle materie prime, che incide sulla competitività delle nostre aziende. Poi sono tanti i temi di cui abbiamo discusso anche oggi con alcuni interlocutori. Noi non cerchiamo adepti: cerchiamo dialogo, confronto e idee.

Dialogo anche con le altre forze di maggioranza? Questa maggioranza è unita?

Il dialogo lo cerchiamo innanzitutto nell’Italia reale, nella società che vive.

Lei è stata per anni sottosegretaria agli Esteri e presidente della commissione Esteri. La situazione internazionale che stiamo vivendo è complicata. Che idea si è fatta, anche alla luce degli ultimi sviluppi?

Sfuggo dalle ricostruzioni semplicistiche e cerco di andare in profondità su ciò che sta accadendo nel sistema geopolitico internazionale. Non c’è dubbio che l’Amministrazione americana sia sfidante, a volte anche brutale, ma bisogna capire cosa c’è in gioco: c’è un nuovo sistema di relazioni in quell’area. Se si pacificasse il Mediterraneo sarebbe una grandissima opportunità per tutto il nostro sistema di imprese. Per anni l’Iran è stato un elemento fortemente destabilizzante, anche per i rapporti con organizzazioni terroristiche. Questo non significa che non si stia lavorando perché prevalgano dialogo e diplomazia.

Cosa può fare Forza Italia per il territorio? In Lombardia si guarda al 2027, a Brescia al 2028: quale sarà il vostro ruolo?

Come ho detto prima: sostenere il sistema produttivo del territorio, che significa anche occupazione e salari. C’è molto lavoro da fare, ma Forza Italia è pronta a lavorare.

Si è parlato di una possibile rottura con Tajani e di una maggiore vicinanza alla famiglia Berlusconi all’interno del partito. Cosa risponde?

Non esiste alcuna rottura. Forza Italia è un partito vivo: c’è un segretario nazionale che si occupa delle scelte politiche e c’è una famiglia che rappresenta il garante morale dell’eredità del presidente Berlusconi, che è stato una grande figura dello scenario politico italiano.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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