Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha indetto le elezioni anticipate. Lo ha annunciato questa mattina con una dichiarazione istituzionale dal palazzo della Moncloa, sede del capo del governo spagnolo. La decisione è maturata dopo un weekend di consultazioni con ministri e dirigenti socialisti, a seguito della bocciatura al Congresso dei due decreti sulla casa. Il fine settimana è stato contraddistinto anche dalle proteste nelle piazze di Bilbao, Salamanca e Oviedo contro gli sfratti e l'emergenza abitativa.
«Oggi c'è insoddisfazione, anche noi abbiamo commesso degli errori – ha detto –. Ci sono molte cose da correggere. Per fare di più abbiamo bisogno della gente, ma dobbiamo avere in Parlamento una maggioranza più ampia. Per questo motivo, dopo aver informato il capo dello Stato, ho deciso di convocare un Consiglio dei ministri straordinario per indire le elezioni generali che si svolgeranno il 29 novembre. È arrivato il momento in cui gli spagnoli decidano quale futuro vogliono per il Paese».
La questione casa
Sulle proteste per l’emergenza abitativa, Sanchez ha rivendicato come il governo spagnolo abbia «approvato misure coraggiose per tutelare il diritto costituzionale all’accesso alla casa. Ci siamo sforzati – ha aggiunto – per costruire un mondo migliore per i nostri compatrioti, combattendo gli speculatori che vogliono distruggere il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie per aumentare i loro introiti».



