Commissariamento del Comune di Serle, non è ancora detta l’ultima parola. Questa possibilità – sulla carta – potrebbe essere evitata, benché, realisticamente, una tale ipotesi appaia estremamente difficile da concretizzarsi. Anche se non è automatica. Il commissariamento, insomma, non è immediato. A rallentare l’iter è la normativa, che lascia ancora aperti scenari di governabilità.
Le dimissioni della sindaca Chiara Cherchi, presentate venerdì 24 aprile, non sono infatti definitive: la legge consente un periodo di venti giorni durante il quale l’addio all’incarico può essere revocato. Anche sul fronte del Consiglio comunale non si è verificata una decadenza automatica.
La situazione
Le dimissioni presentate l’altra sera – quelle di un consigliere di maggioranza, seguite di lì a poco da quelle dei quattro componenti della minoranza – non sono state contestuali e, quindi, resta ancora il numero legale per poter convocare l’assemblea. Per questo il segretario comunale procederà a breve alla convocazione dell’assemblea amministrativa, avviando prima la surroga dei consiglieri dimissionari, attraverso lo scorrimento della lista dei non eletti. Una situazione che, almeno per ora, sospende la nomina del commissario prefettizio.

Gli scenari
L’ipotesi di un proseguimento del mandato amministrativo sembrerebbe però alla luce dei fatti, come si ricordava, quasi irrealizzabile. La lista che faceva capo a Chiara Cherchi ha infatti esaurito i propri nominativi, cosicché la surroga potrebbe avvenire soltanto ricorrendo ai non eletti della lista di minoranza.
«Quando sono stato informato, con mia grande sorpresa, di questa situazione – spiega l’ormai ex capogruppo Ugo Ragnoli – ho deciso di convocare, già nelle prossime ore, tutta la mia squadra per confrontarmi con loro. Di certo, tuttavia – aggiunge –, mi sento di escludere tassativamente che qualcuno di noi possa scegliere di accettare la nomina e di mettersi a disposizione a sostegno dell’Amministrazione uscente».



