Politica

Provincia, Libretti: «Servono priorità chiare e più ascolto dei territori»

Il consigliere Pd in Broletto: «Non siamo un ente superato, ma si deve ritrovare una visione». La critica è poi alla mancanza di obiettivi chiari e chiede più attenzione alle esigenze dei Comuni, rivendicando un’opposizione «realista e concreta»
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Maurizio Libretti
Maurizio Libretti

Sono passati quasi due anni dall’elezione del Consiglio provinciale e tra alcuni mesi gli amministratori bresciani saranno nuovamente chiamati a esprimere le proprie preferenze. Nel settembre del 2024 il centrodestra si prese la Provincia con nove consiglieri contro i sette del centrosinistra, chiudendo la stagione delle larghe intese.Tra i consiglieri che siedono in Broletto tra i banchi dell’opposizione c’è Maurizio Libretti del Partito democratico, che è anche consigliere di minoranza a Chiari e capogruppo dei dem nel Comune della Bassa. 

A Libretti questi due anni in Provincia sono serviti per rendere ancora più evidente una questione di cui si parla troppo poco. «In molti pensano che l’Ente non faccia più nulla, ma in realtà continua ad avere numerosissime competenze – osserva –. Penso alla viabilità, al trasporto pubblico locale, alle scuole superiori, alla gestione idrica, ai laghi e alla manutenzione delle valli. Parliamo di un territorio vastissimo, tra i più estesi d’Italia: questo è un fattore che incide moltissimo».

Il bilancio

Il bilancio di questi due anni, però, è ambivalente. «Su alcuni temi secondo me si è fatto poco e ci si è fatti trascinare anche dal sentimento politico nazionale – spiega –. La Provincia oggi non è più un ente a larghe intese, ma è governata da una sola parte politica. Credo che questa formula sia poco adatta rispetto alla sua natura istituzionale, dopo le modifiche della legge Delrio».

Secondo Libretti, il problema principale della maggioranza è stato quello di non aver definito con chiarezza le priorità. «Con risorse limitate bisogna concentrarsi su alcuni obiettivi specifici e cercare di raggiungerli. La critica maggiore che faccio è che non siano stati individuati con precisione gli obiettivi del mandato».

I nodi

Il ragionamento parte dalla pianificazione del territorio. «La revisione del Piano territoriale di coordinamento provinciale è un tema importante. Può essere uno strumento per ragionare sul futuro della provincia, sulla concentrazione degli interventi e sulle strategie da adottare. Ma oggi siamo ancora in una fase iniziale. È vero che il nostro mandato potrebbe essere prolungato, ma del Ptcp sappiamo davvero poco».

Tra i dossier che hanno segnato maggiormente il mandato c’è sicuramente quello della Corda Molle. «È sicuramente il tema che ha attirato di più la concentrazione – dice Libretti –. La politica provinciale si è fatta trascinare verso impostazioni che fin dall’inizio erano difficili da sostenere». Il punto, secondo il consigliere del Pd, riguarda soprattutto la concretezza. «Bisogna sempre partire da ciò che è realmente possibile fare. Noi siamo stati realistici, chiedendo soprattutto che la Regione intervenisse perché su un tema di questo tipo servivano risorse regionali». Una richiesta che, secondo Libretti, non ha avuto seguito. «Al di là delle dichiarazioni di intenti e delle belle parole, alla fine da Milano nessuno si è interessato a questa situazione».

Altro tema centrale è quello della mobilità. «Sulla viabilità le risorse sono quelle che sono. Non c’è dubbio – sottolinea –. Abbiamo avuto anche una riduzione degli stanziamenti nazionali per le manutenzioni delle strade, poi in parte recuperata. Ma il problema riguarda più in generale la capacità di programmare». E qui entra in gioco il trasporto pubblico locale. «Credo che oggi qualsiasi cittadino bresciano interpellato sui collegamenti tra i Comuni della provincia, risponderebbe in maniera negativa. È un tema sul quale bisogna lavorare, considerando anche il ruolo della Regione».

La Provincia e i Comuni

Uno dei temi su cui Libretti insiste maggiormente è quello del rapporto tra Broletto e amministrazioni locali. «La Provincia deve essere la casa dei Comuni e questo significa soprattutto concertazione: ossia condividere le scelte più importanti con i territori». Secondo il consigliere dem, però, serve superare una logica troppo concentrata sul capoluogo. «La Provincia non deve essere bresciano-centrica, ma provinciale-centrica».

Un passaggio legato alla dimensione stessa del territorio. «La provincia di Brescia va da Ponte di Legno al Garda, fino alla Bassa e a Palazzolo. È un territorio molto ampio, con esigenze diverse, e deve essere guardato nella sua complessità». Per Libretti però la Provincia non è composta soltanto dai Comuni, ma anche da tutte le realtà associative, sociali ed economiche che contribuiscono alla costruzione delle politiche territoriali. Anche questo è un tema che per il consigliere meriterebbe più attenzione. 

L’opposizione

Sul lavoro svolto dal gruppo del Pd, il consigliere rivendica una linea di opposizione senza contrapposizioni pregiudiziali. «Non abbiamo mai cercato lo scontro, anche nei momenti nei quali politicamente forse ci avrebbe potuto convenire. Lo scontro c’è stato quando si sono privilegiati argomenti ideologici rispetto alle necessità amministrative della Provincia».

Una posizione che, secondo Libretti, è stata mantenuta anche sul bilancio. «Abbiamo cercato di essere concreti e responsabili, proprio perché la Provincia oggi deve essere interpretata per quello che è: un’istituzione al servizio dei Comuni».

E proprio da qui dovrebbe ripartire il futuro dell’ente. «Scusate il gioco di parole ma serve una Provincia che guardi più alla provincia stessa – conclude Libretti –. Non solo alla città, ma a tutti i territori che la compongono».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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