Provincia, in quattro mesi nessuno ha parlato di programma

Quattro mesi di caminetti e riunioni all’insegna dell’accordo sì o dell’accordo no, con quanti e quali ruoli a chi. Zero discussioni sui temi. Tradotto: il programma del Broletto – quello che definisce le linee di indirizzo pratiche e i temi da affrontare – a conti fatti, non se l’è filato nessuno. E se, da un lato, è vero che il bilancio è quello che è e che la Provincia resta un ente di secondo livello, dall’altro questa crisi lascia in sospeso alcune questioni che non si possono proprio liquidare come quisquilie, ma che di una visione (e decisione) politico-amministrativa ne avrebbero un gran bisogno.
Per dirne una: il destino dell’aeroporto di Montichiari. Qualcosa di più imminente? Che fare sulla vicenda Depuratore del Garda, l’affaire ciclo idrico (a quale tipo di gestione si vuole guardare?), senza contare la partita della mobilità, che riguarda direttamente buona parte dei territori provinciali. Poi ci sono tutte le altre competenze: le strade e le infrastrutture in primis, ma anche l’ambiente e il capitolo cave, il Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), da cui passano regole come il consumo di suolo (non proprio irrilevanti).

Su quali di queste tematiche i partiti e le coalizioni sono divisi e su quali, al contrario, convergono? Esistono dei punti di intersezione? E quanti e quali sono? La risposta, impietosa, al momento è: boh. L’altro volto di questo stallo politico sta qui: in quattro mesi, nessun dibattito tra le due (se si ragiona per coalizioni) o tra le sette parti (se si ragiona per partiti) ha riguardato il programma. Nel frattempo, la Provincia è ancora senza bilancio e sta procedendo in esercizio provvisorio.
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