Politica

Legge elettorale ancora in discussione, ma come funziona il voto oggi?

Adesso si vota con il cosiddetto Rosatellum: un mix tra sistema maggioritario e proporzionale
Elezioni politiche - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Elezioni politiche - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Alla Camera l’emendamento sulle preferenze nella legge elettorale è stato bocciato. Adesso la strada per recuperare il testo passa dal Senato, dove però non è consentito il voto segreto. In attesa di capire come andranno le cose – il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio Galeazzo Bignami ha già detto che sulla legge elettorale si va avanti – è utile ricordare come funziona la legge attuale: il cosidetto Rosatellum. 

Si tratta di un mix tra sistema maggioritario e proporzionale. Nello specifico, la legge elettorale in vigore prevede che un terzo dei seggi delle Camere venga assegnato con il maggioritario (in collegi uninominali) e i restati due terzi con il proporzionale (in collegi plurinominali).

Per quanto riguarda i seggi con il maggioritario, in ogni collegio è eletto il candidato più votato (basta anche solo un voto in più degli altri). Per il proporzionale, i seggi sono assegnati alle coalizioni tra partiti o alle singole liste che superano rispettivamente il 10% e il 3% dei voti a livello nazionale. Il riparto dei seggi è su base nazionale per la Camera e regionale per il Senato (in Lombardia ne sono previsti 31). I collegi uninominali sono complessivamente 221: 147 per la Camera e 74 per il Senato.

Altri 367 seggi (245 alla Camera e 122 al Senato) sono invece assegnati nei collegi plurinominali, dove si elegge più di un candidato, applicando il sistema proporzionale. I restanti 12 seggi sono invece della circoscrizione estere: 4 per il Senato e 8 per la Camera dei Deputati, tutti assegnati rigorosamente con il sistema proporzionale.

Per l’assegnazione dei seggi col proporzionale il Rosatellum è particolarmente complesso e utilizza il metodo dei resti più alti o metodo Hare conun calcolo inizialmente nazionale e poi un riparto a livello dei singoli collegi plurinominali.

Proprio alla luce della riduzione dei parlamentari nella provincia di Brescia il numero dei collegi è stato quasi dimezzato. Nel 2018 gli uninominali per Camera erano 6 (anche se due in condivisione, uno con Cremona e l’altro con il collegio di Treviglio), ora i collegi sono 4: tre esclusivamente bresciani e uno che è rimasto in condivisione con Cremona ma che interessa solo 10 Comuni della Bassa (Alfianello, Fiesse, Gambara,Milzano, Pontevico, Pralboino, Quinzano d’Oglio, Remedello, Seniga e Verolavecchia).

Non solo, i collegi attuali sono ovviamente dei collegi «assemblati» rispetto a quelli del 2018. Per intendersi: il collegio uninominale della città, quando si votò il 4 marzo di otto anni fa comprendeva Brescia e altri 10 Comuni che ora sono diventati 37, ben oltre la fascia del cosiddetto hinterland. Per la Camera si ha un unico collegio plurinominale che copre quasi per intero il territorio bresciano esclusi i succitati 10 Comuni della Bassa aggregati al collegio plurinominale Cremona-Mantova.

Per il Senato la suddivisione e la riduzione ricalca quella della Camera. Ci sono solo due collegi uninominali: quello propriamente bresciano che di fatto somma i collegi Brescia e Valli della Camera. L’altro collegio è in condivisione con Treviglio e va da Desenzano a Palazzolo. Il collegio plurinominale copre quattro province: Brescia, Bergamo, Cremona,Mantova.

Sulla scheda

Con il Rosatellum l’elettore riceve un’unica scheda. Per ogni schieramento compare il nome del candidato del collegio uninominale e, sotto, i simboli delle liste che lo sostengono con i relativi candidati del collegio plurinominale. È possibile tracciare una X sul simbolo di una lista, sul nome del candidato uninominale oppure su entrambi, purché appartengano allo stesso schieramento.

Il voto è unico: scegliendo una lista, il voto vale automaticamente anche per il candidato uninominale collegato; scegliendo il candidato uninominale, il voto si estende anche alla lista (o alle liste) che lo sostengono. Non è invece ammesso il voto disgiunto, cioè votare un candidato uninominale e una lista collegata a un altro candidato.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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