Politica

Inselvini porta a Strasburgo la prima mostra sulla vita nascente

L’esposizione «Just EUman - Come nasce un cittadino europeo», inaugurata al Parlamento europeo, è curata da Pro Vita & Famiglia
L'eurodeputato bresciano Paolo Inselvini, promotore dell'esposizione © www.giornaledibrescia.it
L'eurodeputato bresciano Paolo Inselvini, promotore dell'esposizione © www.giornaledibrescia.it

Quattordici pannelli alti due metri, immagini e dati sullo sviluppo dell’embrione dalla fecondazione alla nascita e, alla fine del percorso, uno specchio nel quale il visitatore è invitato a guardarsi. È «Just EUman – Come nasce un cittadino europeo», la prima mostra mai realizzata al Parlamento europeo su questi temi, inaugurata nello Spazio Emilio Colombo dell’edificio Weiss a Strasburgo. A promuoverla è l’eurodeputato bresciano di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini (Ecr), mentre l’esposizione è curata da Pro Vita & Famiglia.

All’inaugurazione hanno partecipato diversi eurodeputati, tra i quali Carlo Fidanza, Nicola Procaccini, Mariateresa Vivaldini, Sergio Berlato, Marion Maréchal, Margarita de la Pisa Carrión ed Elisabeth Dieringer-Granza. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è mostrare l’inizio della vita umana fin dalla fecondazione e il suo sviluppo nel grembo materno, perché chi è chiamato a legiferare possa prima «guardare e toccare con mano cosa dimostra la scienza».

La mostra è curata Pro Vita & Famiglia © www.giornaledibrescia.it
La mostra è curata Pro Vita & Famiglia © www.giornaledibrescia.it

Il percorso

Il percorso, visitabile fino a giovedì 17 settembre, si compone di quattordici pannelli e della proiezione in loop del video «Baby Oliver» e illustra le diverse fasi dello sviluppo embrionale e fetale, dalle prime settimane fino al parto, soffermandosi su strutture anatomiche, capacità sensoriali e motorie. Un’iniziativa che porta direttamente dentro il Parlamento europeo uno dei terreni più controversi dello scontro politico e culturale: quello sull’inizio della vita e sull’aborto.

«Fino a poco tempo fa portare dentro il Parlamento europeo una mostra in difesa della vita nascente sembrava impossibile – ha detto Inselvini durante l’inaugurazione – ma oggi quella voce entra finalmente in queste istituzioni e lo fa con fierezza e senza arretrare di un millimetro. Siamo qui, ed è solo l’inizio».

Il confronto

La mostra arriva mentre il tema dell’aborto è tornato al centro del confronto nelle istituzioni comunitarie. Pro Vita & Famiglia richiama il voto con il quale nell’aprile 2024 il Parlamento europeo si è espresso a favore dell’inserimento del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione e la successiva risposta della Commissione all’iniziativa «My Voice, My Choice» sulla possibilità di utilizzare il Fondo sociale europeo Plus per sostenere l’accesso all’interruzione di gravidanza negli Stati membri.

«È una giornata storica, perché stiamo facendo ciò che non è mai stato fatto in questa sede: rendere visibile l’origine della vita e metterla davanti agli occhi di chi, in questi luoghi, decide sul futuro di milioni di nascituri», ha spiegato Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita & Famiglia. Il presidente dell’associazione Antonio Brandi ha invece insistito sul principio della tutela dei più deboli: «Una società non si valuta secondo la legge del più forte, ma secondo quanti sforzi fa per proteggere i suoi membri più deboli e fragili, come appunto i nascituri».

Ma è soprattutto Inselvini a rivendicare il significato politico dell’iniziativa. «È la prima volta che qualcuno ha il coraggio di portare qui la realtà dei fatti. Presentiamo semplicemente dati scientifici sull’evoluzione dell’embrione e della vita nascente fino alla nascita». Anche il titolo, «Just EUman», gioca sull’Unione europea e sulla parola inglese «human»: «Perché stiamo parlando semplicemente di un essere umano e, in fondo, della storia di ognuno di noi».

Lo specchio posizionato alla fine del percorso © www.giornaledibrescia.it
Lo specchio posizionato alla fine del percorso © www.giornaledibrescia.it

Da qui la scelta di concludere il percorso con uno specchio. «Serve a ricordare a ciascuno di noi che è passato attraverso queste fasi – spiega l’eurodeputato bresciano –. Quando si pensa di poter sopprimere la vita nascente dicendo che non è nulla, bisognerebbe guardarsi allo specchio e chiedersi da dove siamo venuti».

Inselvini: «Difendo la vita nascente»

Inselvini non nasconde la natura politica della battaglia e accusa chi sostiene una visione progressista di essere legato a quella che definisce «un’ideologia dello scarto e della morte». «Forse pensavano che avessimo capitolato su questa battaglia, ma non è così. Sono venuto al Parlamento europeo anche e soprattutto per difendere la vita nascente. Lo dobbiamo a quei milioni di bambini che non hanno avuto voce e non avranno voce per difendere i propri diritti».

E a chi contesta la mostra lancia una sfida. «Vedo persone passare davanti a queste immagini mostrando disgusto. Ma che cosa fa schifo? Che cosa è contestabile di quello che c’è scritto qui? Si può discutere di tutto, ma questi pannelli raccontano dati e fasi dello sviluppo della vita umana».

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Paolo Inselvini parla dell'esposizione «Just EUman»

L’eurodeputato allarga quindi il significato dell’iniziativa alla condizione dell’Unione europea. «L’Europa è in difficoltà, lo vediamo tutti: dal punto di vista geopolitico, della difesa, del commercio e dei rapporti internazionali. Serve un miracolo per salvare questa Europa e noi abbiamo portato il miracolo della vita». Una provocazione che Inselvini lega alla necessità di una maggiore coerenza sulla tutela della vita: «Se ricominciamo a rispettarla sia nel grembo materno sia al di fuori, lavorando anche per la pace, possiamo sanare alcune delle divisioni interne alla nostra società e soprattutto regalare nuova forza, nuova vita e nuova linfa a un’Europa che purtroppo si sta fermando e pian piano sta morendo».

Crisi demografica

Il tema si salda così con un’altra delle questioni sulle quali Inselvini è impegnato a Bruxelles e Strasburgo: la crisi demografica. L’eurodeputato è infatti presidente dell’intergruppo sulla demografia. «Continuiamo a richiamare l’attenzione della Commissione sulle conseguenze del calo demografico. Non è soltanto una questione di identità o di cultura, ma riguarda concretamente il futuro dell’Unione europea».

Se la tendenza non verrà invertita, sostiene, l’Europa è destinata a pesare sempre meno sulla popolazione mondiale. «Se andiamo avanti così – aggiunge – entro il 2100 rappresenteremo appena il 2,5% della popolazione mondiale». Per questo servono «una sensibilizzazione culturale» ma anche «aiuti reali e tangibili soprattutto alle giovani famiglie e alle giovani donne».

L'esposizione si articola su 14 pannelli © www.giornaledibrescia.it
L'esposizione si articola su 14 pannelli © www.giornaledibrescia.it

Affrontare le cause che portano all’aborto

Il ragionamento si sposta infine dalle contrapposizioni di principio alle ragioni che possono portare una donna a interrompere la gravidanza. «Non vogliamo entrare nei pensieri o giudicare il singolo caso specifico, ma vogliamo fare in modo che tutte quelle cause che portano all’aborto siano affrontate dalla politica, perché questo è il nostro compito».

Inselvini indica soprattutto le difficoltà economiche, psicologiche e la solitudine. «Se ci sono problemi di carattere economico, psicologico o anche di solitudine, la politica è chiamata a trovare delle soluzioni». E prova a rivolgere un appello anche a chi parte da posizioni opposte sull’aborto: «Invece di fare polemica, sediamoci a un tavolo e facciamo in modo che sia anche solo impensabile per le persone arrivare a questa scelta». Una responsabilità che, sottolinea, non può essere scaricata soltanto sulle donne: «Spesso è anche colpa degli uomini che non si assumono le proprie responsabilità. Noi vogliamo che queste cause vengano risolte attraverso politiche serie. Questo è il nostro obiettivo».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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