Politica

Industria e agricoltura, la linea von der Leyen non convince i bresciani

Streparava: «Difficile fare auto elettriche se le terre rare per le batterie sono in mani cinesi». Pesa il nodo risorse
Ursula von der Leyen durante il discorso sullo stato dell'Unione europea - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Ursula von der Leyen durante il discorso sullo stato dell'Unione europea - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
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È stato un discorso prevalentemente geopolitico quello sullo stato dell’Unione europea di Ursula von der Leyen. Nulla di strano: la presidente della Commissione si è concentrata sui temi che stanno caratterizzando questa stagione politica europea. Seppur messe in secondo piano, sono state toccate anche altre tematiche, come l’economia e la politica interna. E alcuni possibili provvedimenti potrebbero avere ricadute profonde sul territorio Bresciano.

Agricoltura

La presidente della Commissione ha parlato di agricoltura e automotive. «Contro uomini e donne che sono i custodi delle nostre terre ci sono i costi elevati delle materie prime, gli oneri burocratici o e la concorrenza sleale. Abbiamo semplificato la Pac: meno burocrazia, più fiducia. Abbiamo riservato fondi per il sostegno al reddito nel prossimo quadro finanziario pluriennale», ha detto.

Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e quello di Confagricoltura, Giovanni Garbelli © www.giornaledibrescia.it
Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e quello di Confagricoltura, Giovanni Garbelli © www.giornaledibrescia.it

Duro il commento di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti. «Ancora una volta Ursula von der Leyen non si smentisce: tra ciò che dichiara e ciò che realmente fa resta un divario evidente - spiega -. I risultati parlano chiaro, soprattutto in termini di riduzione delle risorse destinate al settore agricolo nella prossima programmazione e di una sostanziale mancanza di difesa dei nostri comparti produttivi. Nell’ultimo intervento di oggi ha ribadito la centralità del comparto agroalimentare, ma senza tradurre queste parole in misure concrete a tutela della filiera».

Ma critico è stato anche il presidente di Confagricoltura Brescia Giovanni Garbelli. «L’unico aspetto positivo è che abbia citato l’agricoltura - precisa -. È un discorso che serve per mettersi al riparo da possibili attacchi. Dobbiamo ricordarci che siamo all’inizio della riforma della Pac: il budget è stato tagliato e c’è maggiore burocrazia. L’agricoltura ha bisogno di manovre vere e reali. È emblematico che la presidente della Commissione abbia detto che destinerà dei fondi alla campagna «Compra cibo europeo» quando le nostre esigenze sono altre.

Automotive

Ursula von der Leyen non si è dimenticata delle auto. Ha detto che «non ci sono dubbi: il futuro è elettrico», sottolineando che l’Europa dovrebbe avere la sua e-car, «ecologica ed economica».

Il presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, e il presidente di Confapi, Pierluigi Cordua © www.giornaledibrescia.it
Il presidente di Confindustria Brescia, Paolo Streparava, e il presidente di Confapi, Pierluigi Cordua © www.giornaledibrescia.it

Paolo Streparava, presidente di Confindustria Brescia, ha ricordato: «Le aziende europee che producono automobili hanno investito 600 miliardi di euro per l’elettrificazione. Serve però un budget molto importante per lo sviluppo delle batterie, perché senza quelle le auto elettriche non vanno. Qui però bisogna fare una riflessione: se la materia prima, che sono le terre rare, è in mano per lo più alla Cina, difficile sarà poter avere un vero e proprio vantaggio competitivo solo perché le batterie verranno fatte in Europa».

La presidente della Commissione europea in un passaggio ha sottolineato: «Per la neutralità tecnologica stiamo preparando il riesame del 2035». Su questo è intervenuto Pierluigi Cordua, presidente di ConfapiBrescia. «Se questo aprirà la strada a norme meno prescrittive e il Bresciano potrà competere a tutto campo, sarà indubbiamente un risultato positivo. Tra i dazi americani da un lato e la competizione cinese sull'elettrico, l’Europa non ha altra scelta che puntare sull’innovazione per continuare a competere nel settore auto».

I sindacati

(Flavio Archetti) Per Brescia l’elettrificazione dell’automotive rischia di essere una disgrazia sociale visto che il nostro settore produttivo lavora tantissimo con la Germania nella produzione della componentistica del motore endotermico. Le tre segreterie cittadine sindacali di Cgil, Cisl e Uil ne sono convinte da quando si è fissata la data di cessazione della produzione tradizionale (2035), e ne sono convinte oggi che a Strasburgo si parla di auto elettriche piccole e a basso costo.

I segretari delle sigle sindacali bresciane © www.giornaledibrescia.it
I segretari delle sigle sindacali bresciane © www.giornaledibrescia.it

Per il segretario generale di Cisl Brescia Alberto Pluda, «una trasformazione come quella paventata ieri dalla presidente della Ue non può essere accolta con favore da un’industria come la nostra che si regge sull’automotive e che si troverebbe esposta a venti di crisi violenti. I cambiamenti richiedano tempo e le accelerate dell’Unione sono un problema per gli oltre 108.000 addetti coinvolti nella nostra provincia».

«Anche perché non possiamo dimenticare come si sono espressi fino a oggi i consumatori attraverso il mercato - osserva il segretario Uil Mario Bailo -. In Italia le vendite di auto elettriche non vanno oltre il 4-5% del totale. E poi serve capire come produrre, dove produrre e cosa significa costo basso. Oggi la condizione del nostro Paese rispetto ai veicoli elettrici non è rosea. I costi dell’energia sono alti, l’autonomia delle batterie è bassa e le colonnine sono poche».

Per il segretario di Cgil Brescia Francesco Bertoli «il discorso di von der Leyen va approfondito. Per sviluppare il nuovo mercato serve un ricambio del parco auto attuale con l’elettrico, ma questo ricambio va favorito e non è facile, visto che partiamo da costi delle vetture a batteria molto alti e che nel Paese non c’è un’infrastruttura che possa reggere la necessità di ricarica quotidiana».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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