Politica

Caso Frattini, la deputata Almici deposita interrogazione parlamentare

La parlamentare bresciana di Fratelli d’Italia: «Fare piena luce sui fatti non significa formulare condanne preventive». Bazoli del Pd: «Una polemicuccia, Almici punta a sollevare polvere»
L'assessora Anna Frattini - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
L'assessora Anna Frattini - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Il caso dell’assessora Anna Frattini – riguardante l’affidamento diretto del Comune di Brescia di un incarico alla cooperativa napoletana Dedalus, che aveva sostenuto la sua candidatura al consiglio comunale nel 2023 – ha aperto il confronto politico. Tra le prime reazioni, dopo la risposta della stessa assessora, quella della deputata bresciana di Fratelli d’Italia Cristina Almici, che comunica di aver depositato un’interrogazione parlamentare al ministro per la Pubblica amministrazione per chiedere chiarimenti.

L’interrogazione della deputata

«L’iniziativa parlamentare – scrive Almici – si inserisce nel solco delle richieste di chiarimento già avanzate unitariamente dai gruppi di centrodestra in Loggia (...). Le dichiarazioni rese dall’assessore Anna Frattini rappresentano una ricostruzione dei fatti che sarà oggetto delle opportune verifiche istituzionali. Tuttavia, permangono interrogativi che meritano risposte puntuali e documentate. L’interrogazione parlamentare non formula accuse né anticipa giudizi, ma chiede al Governo di verificare se, nell’ambito dell’affidamento in questione, siano stati effettuati tutti gli approfondimenti necessari sotto il profilo della trasparenza amministrativa e del buon andamento della pubblica amministrazione. Resta infatti da chiarire quali elementi abbiano portato all’individuazione di una cooperativa con sede a Napoli per affrontare problematiche del territorio bresciano, se siano state valutate realtà locali con analoghe competenze e quali siano stati i criteri posti a fondamento dell’affidamento diretto».

La stessa Frattini, continua Almici, «ha confermato l’esistenza di un precedente percorso politico e formativo nell’ambito del progetto “Ti Candido”, promosso da realtà riconducibili al Forum Disuguaglianze e Diversità. Proprio per questo appare opportuno fugare ogni dubbio, nell’interesse delle istituzioni, dell’amministrazione comunale e dei cittadini.
Quando sono in gioco risorse pubbliche, la trasparenza non è soltanto un requisito formale, ma un principio sostanziale che rafforza la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Fare piena luce sui fatti non significa formulare condanne preventive, ma garantire quella chiarezza che i cittadini hanno il diritto di pretendere da chi amministra la cosa pubblica».

Bazoli

Nel pomeriggio è arrivata la risposta del senatore bresciano del Partito Democratico Alfredo Bazoli. «Apprendo con stupore di una interrogazione presentata al ministro della Pubblica amministrazione dall'onorevole Almici, sulla vicenda che coinvolge l'assessora al comune di Brescia Anna Frattini. Una polemicuccia nata su una vicenda dal contenuto davvero modesto, che pretende di mettere in discussione i comportamenti di una persona notoriamente limpida e specchiata, sulla quale sono già stati dati chiarimenti largamente idonei a fugare ogni ombra, e che era lecito attendersi il centrodestra con un sussulto di dignità politica archiviasse velocemente. E invece no, addirittura parte una interrogazione parlamentare, con la quale si pretende che il governo si metta a sindacare, valutare, commentare le scelte dell'amministrazione di Brescia. Un atto del tutto improprio, che punta semplicemente a sollevare polvere, forse nella segreta speranza di nascondere il vuoto di idee dell'opposizione in Loggia. Mi chiedo se i parlamentari di destra non abbiano di meglio da fare, e se la politica possa ridursi a queste piccole miserie».

Girelli

A intervenire sulla questione è anche il deputato del Pd Gian Antonio Girelli: «Appare evidente come l’interrogazione parlamentare non nasca dall’esistenza di fatti nuovi o di elementi irregolari, ma dalla volontà di alimentare una polemica politica pretestuosa.

È legittimo che l’opposizione svolga il proprio ruolo di controllo. È molto meno condivisibile che uno strumento parlamentare venga utilizzato come semplice prosecuzione dell’attività di opposizione in Consiglio comunale, piegando le prerogative delle istituzioni nazionali a finalità di propaganda politica territoriale. Questo non rafforza la credibilità delle istituzioni; al contrario, rischia di indebolirla.

Colpisce inoltre il diverso atteggiamento adottato da alcuni esponenti della destra a seconda dei casi. Quando vicende ben più rilevanti, anche sotto il profilo giudiziario, riguardano amministratori o rappresentanti del proprio schieramento, si invocano giustamente garantismo, prudenza e rispetto della presunzione di innocenza. Quando invece si tratta di amministratori appartenenti ad altre aree politiche, si costruiscono sospetti e si promuovono iniziative istituzionali in assenza di contestazioni, irregolarità accertate o rilievi di carattere giuridico. Il garantismo, se è un valore, deve valere per tutti e non può essere applicato a corrente alternata.

Per questo ritengo che sarebbe più utile concentrarsi sul merito delle politiche messe in campo per affrontare fenomeni complessi come il disagio giovanile e la sicurezza urbana, piuttosto che alimentare campagne mediatiche fondate su suggestioni e collegamenti che, allo stato dei fatti, non trovano alcun riscontro concreto».

La replica

Non si è fatta attendere la replica dell’onorevole Almici, che si dice «sorpresa» delle parole di Girelli, sottolineando come egli stesse avesse firmato, insieme ad altri parlamentari del Pd, «firmato un’interrogazione parlamentare rivolta ai ministri della Pubblica Amministrazione e dell’Interno su una vicenda riguardante il Comune di Chiari, amministrato dal centrodestra. Un’iniziativa che portò il sindaco a fornire chiarimenti alla Prefettura. In quel caso l’autonomia degli enti locali non sembrava essere un problema».

La differenza, prosegue Almici, «non è nello strumento utilizzato, ma nel colore politico dell’amministrazione coinvolta. Ancora una volta – chiosa la parlamentare – assistiamo alla logica dei due pesi e delle due misure: quando il controllo riguarda amministrazioni di centrodestra è considerato legittimo, quando riguarda amministrazioni di sinistra diventa improvvisamente improprio. Per me resta vero il contrario: chiedere trasparenza non è mai improprio. È semplicemente fare il proprio dovere».

Cammarata

Nelle scorse ore è arrivata anche una nota di Roberto Cammarata, segretario cittadino del Pd di Brescia, che ribadisce come «la destra bresciana (e non solo) abbia deciso di sollevare un polverone sul nulla contro l’assessora, che ha l’unica colpa di essere una brava amministratrice». E prosegue: «Essere stata selezionata da una piattaforma nazionale volta a promuovere e sostenere giovani leve nella politica locale nell’area progressista non può che essere un vanto e un valore aggiunto non solo per Anna, ma per tutta la nostra Amministrazione. Trasformare quel passaggio in un’accusa di voto di scambio, sostenendo che ciò configurerebbe una sorta di “investimento” che si ripagherebbe con incarichi (...) è un’accusa tanto infondata quanto infamante».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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