«Sono pronto per le primarie, uno strumento coraggioso che fa bene alla politica». Mario Calabresi, giornalista e scrittore, conferma in un'intervista al Corriere della Sera la disponibilità a candidarsi a sindaco di Milano per il centrosinistra. «Attendo che la coalizione chiarisca percorso e tempi. Mi sembra che lo scenario si stia definendo. Io ci sono», afferma.
La candidatura
Per Calabresi, che afferma di non attribuire troppo peso ai sondaggi che lo danno in vantaggio, le primarie devono essere un'occasione di partecipazione, senza trasformarsi in uno scontro interno. «Se le primarie diventassero una resa dei conti, anziché una bella occasione di confronto e di idee, per Milano e il centrosinistra sarebbe in ogni caso una sconfitta. Con il vento di destra che soffia oggi in Europa non possiamo permetterci errori».
Quanto alle ragioni della candidatura, spiega: «Milano oggi ha bisogno di ascolto, di cura e poi di scelte chiare. C'è la Milano che corre e quella che fa davvero fatica, ma una città è prima di tutto la comunità di chi la abita. Bisogna avere la sensibilità per parlare con entrambi i mondi e gli strumenti per ricucire strappi e colmare distanze».
Respinge le voci che dicono che è il candidato di Carlo Calenda: «Non sono il candidato di Azione. Sono indipendente ma mi riconosco nei valori e nel campo del centrosinistra».
Le priorità
Tra le priorità indica la casa, la sicurezza, l'ambiente e i servizi alle famiglie. «Abbiamo bisogno di recuperare una socialità e una cultura per le quali non sia sempre necessario pagare», evidenzia. Calabresi si dice inoltre favorevole a una legge speciale: «Il paradosso di Milano è che oggi è una grande città europea e internazionale, ma non riesce a essere una vera città metropolitana per le politiche dei trasporti, della casa, delle grandi aree verdi. Certo che ci vuole una legge, maggiore autonomia e risorse adeguate».



