Politica

Bazoli: «Canton Mombello non chiude, sono senza parole»

Il capogruppo del Pd in commissione giustizia reagisce alle parole di Nordio: «Buttato via il lavoro di un decennio, si perde una grossa occasione»
Alfredo Bazoli - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it
Alfredo Bazoli - Foto Marco Ortogni/Neg © www.giornaledibrescia.it

Sabato, nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte d’Appello, parlando a braccio, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha promesso un nuovo carcere per Brescia. «I fondi sono stati stanziati, è tutto pronto, ma non vi voglio rovinare la sorpresa» aveva detto alla città che attende da decenni una soluzione degna di uno Stato di diritto per Canton Mombello.

Interpellato da Mariastella Gelmini, nel corso del question time al Senato, lo stesso Nordio giovedì ha ripescato gli estremi di quell’impegno dagli appunti che si era preparato per l’intervento di sabato. Ha tradotto in soldoni la sua promessa spiegando il contenuto di massima del progetto. Il governo prevede la realizzazione di un nuovo padiglione da 220 posti a Verziano e l’investimento di 3 milioni e mezzo di euro per intervenire su Canton Mombello, al quale, così, sarà concesso l’ennesimo tempo supplementare della sua secolare esistenza.

La reazione

La notizia ha fatto cascare le braccia ad Alfredo Bazoli. Il capogruppo del Pd in commissione giustizia è particolarmente deluso. «Da dieci anni a questa parte si è sempre parlato di un nuovo carcere da 400 posti per pensionare finalmente Canton Mombello - ci ha detto Bazoli - e oggi scopriamo che ci sarà un padiglione da 220, ma soprattutto che Canton Mombello non sarà chiuso. Non ho parole, non so che dire. È stato buttato via il lavoro compiuto in un decennio. I fondi faticosamente reperiti saranno investiti in una soluzione a metà. Ho letto saranno destinati 3 milioni e mezzo per il carcere del centro città. Mi chiedo come, per fare che cosa. Canton Mombello è del 1800, non c’è modo di adeguarlo alle necessità di un trattamento penitenziario di un paese civile. Va chiuso, andava chiuso, invece qui si perde una grossa occasione».

Perché si preferisce tenerlo aperto? «Non è una domanda da rivolgere a me, io posso solo pensare che - prosegue Bazoli - quei 50 milioni di euro trovati saranno spesi nel modo più comodo. Realizzare un carcere nuovo da 400 posti, necessario a soddisfare le esigenze bresciane, comportava diversi problemi. A partire dall’esproprio delle aree di Verziano sul quale realizzarlo. Il governo ha voluto dimostrare di avere una soluzione subito, peccato che sia la soluzione sbagliata. Vedremo il progetto. Speriamo solo che sia partecipato, che tenga conto delle istanze della città, della Polizia Penitenziaria, del garante dei detenuti, delle associazioni che si dedicano al carcere. Speriamo che i fondi siano almeno utilizzati in modo adeguato».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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