Politica

Attacchi russi alle navi nel Mar Nero, «l’Ue valuti un’operazione»

È l’invito del Parlamento europeo che durante l’ultima plenaria ha approvato una risoluzione. Il M5s vota contro e scoppia la polemica con il Pd
Stefano Zanotti

Stefano Zanotti

Giornalista

Una nave cargo in viaggio verso il porto marittimo di Odessa
Una nave cargo in viaggio verso il porto marittimo di Odessa

Il Parlamento europeo guarda al Mar Nero e chiede di valutare una missione navale per proteggere le rotte commerciali dagli attacchi russi. Il voto di Strasburgo apre però anche un nuovo fronte di scontro nella politica italiana: la risoluzione passa infatti a larghissima maggioranza, ma con il Movimento 5 stelle contrario, insieme ad alcune componenti dell’estrema destra. Una scelta che scatena le critiche del Partito democratico e riporta in primo piano le distanze tra i due partiti sulla guerra in Ucraina e sulle risposte da dare a Mosca.

Il voto

Il testo, approvato giovedì 22 ottobre con 432 voti favorevoli, 52 contrari e 88 astensioni, condanna gli attacchi contro le navi mercantili civili al largo delle coste di Romania e Bulgaria e le ripetute violazioni dello spazio aereo rumeno. Per gli eurodeputati si tratta di un’estensione della guerra condotta dalla Russia contro l’Ucraina verso la parte occidentale del Mar Nero, con conseguenze che investono direttamente la sicurezza dei Paesi dell’Unione e della Nato. Il Parlamento denuncia quello che definisce uno «schema di escalation» in cui il traffico marittimo civile è diventato un bersaglio ricorrente.

La richiesta più significativa è rivolta all’Unione e ai suoi Stati membri: prendere in considerazione il dispiegamento di un’operazione navale nella regione. È importante precisare: non si tratta di inviare navi da guerra né dell’avvio automatico di una missione, ma di un’indicazione politica affidata alle istituzioni europee e ai governi. Il documento sottolinea che la libertà di navigazione e la sicurezza marittima sono indispensabili per difendere il fianco orientale dell’Alleanza atlantica, il delta del Danubio e le vie di collegamento che attraversano il bacino.

Commercio

La posta in gioco va oltre la dimensione strettamente militare. Il Mar Nero rappresenta infatti uno snodo strategico per gli scambi commerciali e il trasporto di prodotti agricoli, a partire dai cereali ucraini. Le minacce alle navi civili rischiano di compromettere la regolarità dei collegamenti e di incidere sui costi delle spedizioni e delle assicurazioni marittime. È anche per queste ragioni che la sicurezza alimentare figura tra le preoccupazioni richiamate dal Parlamento europeo: una crisi prolungata delle rotte potrebbe produrre conseguenze ben oltre i Paesi direttamente coinvolti nel conflitto, con ripercussioni sui mercati internazionali.

Sostegno

L’Eurocamera invita anche la Nato a valutare un’iniziativa specifica per il Mar Nero, alla luce delle discussioni sulla possibile missione «Black Sea Sentry», e insiste sulla cooperazione tra Romania, Bulgaria e Turchia. Sul piano operativo sollecita un sostegno più incisivo a Bucarest e Sofia per individuare e tracciare tempestivamente i droni ostili che minacciano le imbarcazioni. I deputati riconoscono il lavoro dei soccorritori marittimi, delle guardie di frontiera e degli equipaggi mercantili intervenuti dopo gli attacchi, ma ritengono necessario rafforzare la capacità di prevenzione e risposta.

Nel mirino della risoluzione finisce anche il governo bulgaro, accusato di aver gestito in modo «ambiguo» la minaccia russa e di aver mantenuto una risposta diplomatica giudicata debole. Al primo ministro Rumen Radev viene chiesto di accompagnare le richieste di solidarietà tra alleati con «azioni concrete». Sofia è inoltre invitata a non ritardare la partecipazione all’iniziativa Nato per la difesa dalle minacce aeree a bassa quota. Un passaggio che segnala come, accanto alla pressione su Mosca, l’Europarlamento chieda maggiore coesione e responsabilità anche all’interno del fronte europeo.

La sicurezza del Mar Nero, nella prospettiva dei deputati, non riguarda soltanto le navi. La risoluzione sollecita la rapida attivazione del polo europeo per la sicurezza marittima previsto dalla strategia dell’Ue per la regione e una protezione più efficace delle infrastrutture critiche: cavi sottomarini per dati e telecomunicazioni, collegamenti per la trasmissione elettrica e impianti strategici. Per sostenere Romania e Bulgaria viene proposto anche il ricorso alle risorse non utilizzate dello strumento europeo Safe, destinato al rafforzamento della difesa, mentre al prossimo bilancio pluriennale dell’Unione si chiede di tenere conto delle nuove esigenze di sicurezza nell’area.

Scontro

A fare notizia, però, è anche la geografia politica della votazione. A favore si sono espressi in larga parte il Partito popolare europeo, i Socialisti e democratici, i liberali di Renew, i Conservatori e riformisti e i Verdi. Nel gruppo dei Patrioti per l’Europa ha prevalso l’astensione, mentre una componente, tra cui la delegazione austriaca, ha votato contro. Contrario anche il gruppo Europa delle nazioni sovrane. Il M5Ss ha scelto il no, distinguendosi dalla maggioranza del gruppo The Left, dove hanno prevalso le astensioni e non sono mancati voti favorevoli.

Una posizione che la delegazione pentastellata ha motivato con il timore di un ulteriore allargamento del confronto militare. In una nota, i Cinque Stelle si dichiarano contrari sia a una missione navale dell’Ue sia al dispiegamento di unità Nato nell’ambito della«Black Sea Sentry». La compresenza di navi militari russe e dell’Alleanza, sostengono, aumenterebbe il rischio di incidenti e collisioni, innescando una «pericolosa escalation». Per il Movimento la strada da perseguire resta quella diplomatica: «La sicurezza e la stabilità in Europa non si assicurano schierando missili, navi da guerra o inviando armi ad libitum», afferma la delegazione, richiamando la necessità di lavorare a una soluzione negoziata del conflitto.

Critiche

La spiegazione non ha spento la polemica con il Pd. L’eurodeputato Giorgio Gori ha evidenziato sui social come la risoluzione sia stata approvata a larghissima maggioranza, registrando invece il voto contrario dell’estrema destra «e dei colleghi del M5S». A rilanciare la critica è stato poi il senatore democratico Filippo Sensi: «Non capisco perché quella congiunzione tra destra e M5s», ha scritto rivolgendosi a Gori, aggiungendo: «Mi vergogno per loro, mentre Kyiv viene bombardata».

Ancora più dura la deputata dem Lia Quartapelle, che ha chiesto ai Cinque stelle di spiegare perché abbiano votato contro un testo di condanna degli attacchi russi insieme all’estrema destra. Secondo Quartapelle, spiegare quel voto equivarrebbe ad ammettere di non voler proteggere l’Europa e di preferire Mosca. Un’accusa respinta nei fatti dalla spiegazione dei Cinque stelle, che motivano il loro no con il timore di alimentare un’ulteriore escalation militare.

Il confronto restituisce così due letture opposte della stessa risoluzione. Per chi l’ha sostenuta, la priorità è rispondere alle minacce contro la navigazione civile e rafforzare la protezione del fronte orientale europeo; per i Cinque Stelle, l’ipotesi di una presenza navale militare rischia di accrescere la tensione anziché contenerla. Il risultato del voto, intanto, consegna alle istituzioni europee una richiesta politica netta, ma non ancora un piano operativo: sul futuro del Mar Nero, come sulle divisioni italiane attorno all’Ucraina, la partita rimane aperta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Ogni mattina il tuo quotidiano ti aspetta in edicolaOgni mattina il tuo quotidiano ti aspetta in edicola

Approfitta della promo e abbonati per un anno a soli 0,80€ a copia

SCOPRI DI PIÙ
SponsorizzatoAperte le iscrizioni alla Numerica Sales AcademyAperte le iscrizioni alla Numerica Sales Academy

Formarsi, conoscere le aziende e avvicinarsi al mondo del lavoro: torna il percorso formativo gratuito che offre ai giovani concrete opportunità di inserimento nelle aziende del territorio