La ricetta del vero autunno prevede ingredienti ben precisi: cieli grigi, tassi di umidità elevati, piogge fitte e insistenti, banchi di nebbia, notti fredde e giornate uggiose. Certo, ci sono anche i pomeriggi di sole e le classiche «ottobrate», ma l’impressione è che i ruoli, con il passare degli anni, si siano invertiti. I fenomeni atmosferici che un tempo erano protagonisti assoluti nei mesi di ottobre e novembre, sempre più spesso sono relegati al ruolo di comparse, e il copione pare scritto da una mano priva di fantasia. Che fine ha fatto l’alternanza tra intense perturbazioni e parentesi stabili? E l’avvicendarsi di parentesi tiepide e fasi fredde? E le pigre perturbazioni che per giorni e giorni portavano una fitta coltre di nubi, accompagnata da piogge in pianura e nevicate in alta quota?
Esistono ancora, e presto ne avremo la dimostrazione, ma nella maggior parte dei casi l’equilibrio viene meno, a favore di anticicloni sempre più invadenti, con il loro carico di stabilità atmosferica e con inevitabili conseguenze sulle anomalie termiche.
Ottobre, nono mese consecutivo più caldo della media
La prima metà di ottobre, secondo i dati dell’osservatorio di Ghedi, è stata più calda della norma, ma ormai non ha più senso stupirsi: stiamo vivendo il nono mese consecutivo più caldo della media. Quest’anno le configurazioni atmosferiche prevalenti, nell’area del Mediterraneo, sono state di matrice anticiclonica: l’alta pressione subtropicale ha dominato la scena, con pesanti ripercussioni non solo dal punto di vista termico, ma anche da quello pluviometrico.
Gli accumuli rilevati dal 1° gennaio ad oggi sono nettamente inferiori alla media, a conferma di un anno in cui la pioggia si sta rivelando una merce rara. Il prossimo bimestre sarà decisivo per stabilire l’entità del deficit, che in ogni caso non sarà paragonabile a quello del 2022, entrato in archivio come l’anno meno piovoso di tutta la serie storica bresciana, con un accumulo che nella nostra città si fermò a 519 millimetri. Quest’anno siamo a 609 millimetri, un dato ovviamente provvisorio.
Il nuovo meteoquiz
È arrivato il momento di svelare la soluzione dell’ultimo meteoquiz: il mese di ottobre del 1997 si fece notare per un sbalzo termico da record, avvenuto in meno di tre settimane. L’osservatorio di Ghedi, nel pomeriggio dell’11 ottobre, rilevò una massima di +29,0°C, mentre all’alba del 30 ottobre misurò una minima di -5,8°C. Quasi 35 gradi di differenza in diciannove giorni.
Ed ora, ecco il nuovo quesito, dedicato a un evento eccezionale, che si verificò pochi giorni prima della terribile tempesta Vaia.



