Gli arcosauri sono scomparsi da 220 milioni di anni, ma i segni della loro presenza contribuiscono ad accrescere il fascino odierno delle montagne bresciane che si innalzano a fare da sponda al lago d’Iseo, tra le quali si può compiere una breve passeggiata che consente di osservare da vicino un sito che richiama alla frequentazione passata di questi antenati dei dinosauri.
Per raggiungere la zona d’interesse paleontologico si parcheggia presso il cimitero di Zone nella parte alta del paese, e si seguono le indicazioni escursionistiche per il Passo Croce di Zone che accompagnano sul percorso della Via Valeriana, utilizzata dai pellegrini per raggiungere la Valle Camonica via terra attraverso il versante orientale del lago d’Iseo.

Lo storico tracciato si infila nella Val Valorbes a occidente del Monte Guglielmo e raggiunge sul versante orografico destro la chiesetta del Disgiolo. Sul versante opposto a questo edificio, a distanza di sole poche decine di metri, c’è una piccola parete di roccia: l’area d’interesse paleontologico è facilmente individuabile ed è anche dotata di pannelli di contenuto divulgativo. La quota è prossima a 800 metri sul livello del mare, e la roccia appartiene alla formazione geologica delle Arenarie di Valle Sabbia, formatesi nei contesti ambientali di una vasta pianura fangosa.
Sono presenti sulla parete una settantina di grandi orme riconducibili a cinque diverse piste del cammino compiuto dagli arcosauri, con un diametro compreso tra 12 e 40 centimetri. Nel corso del periodo Triassico sabbie e ceneri di origine vulcanica si estendevano lungo i versanti dei rilievi della zona sebina attuale, ed è in questi ambienti che gli animali hanno impresso le orme giunte fino ai nostri giorni.
La scoperta del sito
La scoperta delle orme si deve allo spunto delle osservazioni condotte da Federico Vezzoli, Stefano Zatti e Pierino Baroni. La segnalazione alla comunità scientifica è avvenuta all’inizio degli anni Duemila, mentre la conclusione dei risultati ottenuti mediante approfondite ricerche si è ottenuta alcuni anni più tardi.
Gli arcosauri
Gli arcosauri erano dei rettili quadrupedi di grandi dimensioni, lunghi fino a circa 6 metri, che si muovevano mantenendo il ventre e la loro coda distanziati dal terreno. Sono stati individuati con certezza mediante lo studio delle loro impronte. Gli animali che le hanno generate si spostavano articolando una camminata stretta e di sviluppo lineare, ed erano dotati di cinque dita con artigli.
Scheda degli animali che hanno generato le orme
- Nome scientifico: Brachychiroterium (mano bestiale dalle dita corte)
- Superordine: Arcosauri
- Ordine: Crurotarsi (il quinto arto del piede è rivolto verso l’esterno)
- Famiglia: Rauisuchi o Suchi
- Età geologica: Triassico superiore, tra i Carnico Inferiore e il Carnico Medio, 220 milioni di anni fa
- Dimensioni: da 2 a 6 metri di lunghezza; da 0,8 a 2 metri di altezza
- Peso: da 100 a 600 chilogrammi
- Habitat: ambienti aridi e litorali marini
- Stile di vita: andatura quadrupede con la coda sollevata e la testa protesa in avanti; caccia d’agguato.



