Utilizzare il treno significa dedicarsi a spostamenti brevi o anche a lunghi viaggi, ma dalle grandi vetrate è possibile anche cogliere spunti di osservazione dei contesti ambientali che offrono al viaggio qualche elemento aggiuntivo d’interesse (a patto di deporre lo smartphone in una tasca).
Il percorso ferroviario che parte da Brescia e arriva fino a Edolo, ad esempio, può diventare un viaggio nel paesaggio geologico, del quale proponiamo 5 tappe tra Brescia, la Franciacorta e il lago d’Iseo, avendo l’accortezza di salire sul treno sedendosi vicino ai finestrini del lato sinistro della carrozza.
Dalla città al lago
Lasciatisi alle spalle la città e Castegnato, il treno transita nella zona tra Paderno Franciacorta e Passirano e fa il suo ingresso nell’anfiteatro morenico del lago d’Iseo. Il paesaggio collinare della Franciacorta è caratterizzato dalla presenza di una serie di colline composte dal materiale depositato dal grande ghiacciaio che in epoca quaternaria scendeva dalla Valle Camonica, occupando la zona che accoglie oggi il lago d’Iseo.
Le coltri concentriche delle deposizioni di materiale accumulato sono più antiche nella zona attorno a Passirano, più recenti in quella che il treno percorre verso Provaglio d’Iseo, e ancora più recenti nella zona delle Torbiere.
Anche l’origine delle Torbiere del Sebino, delle quali il treno offre belle vedute, si richiama ancora all’evoluzione avvenuta successivamente alla scomparsa del grande ghiacciaio camuno, e in particolare alla trasformazione in torba di materiale organico. A partire dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo la torba è stata estratta in grandi quantità e utilizzata come combustibile, e queste attività di scavo hanno favorito la formazione delle vasche delle quali si osservano i profili. Il successivo abbandono dell’attività estrattiva ha lasciato spazio a una zona umida artificiale di grande interesse floristico e avifaunistico.
Il Sebino
Il viaggio del treno prosegue piacevolmente oltre Provaglio d’Iseo mantenendosi sempre a ridosso della costa orientale del Sebino. Il lago d’Iseo con la sua superficie di 61 chilometri quadrati è il quarto lago lombardo per estensione. La sua forma attuale derivata dal passaggio del grande ghiacciaio camuno si è impostata su una preesistente morfologia fluviale.
Osservata dall’alto la forma del lago mostra una sorta di «S», sulla quale hanno inciso le caratteristiche tettoniche dell’area e quelle meccaniche delle rocce con diverso grado di erodibilità. I binari leggermente sopraelevati mostrano il fascino della grande superficie d’acqua.
Tra Sulzano e Sale Marasino altri depositi morenici sono ampiamente distribuiti tra le zone collinari e quelle in riva al lago, e la vista dal treno si riempie del profilo e dei boschi del versante orientale di Monte Isola, la più grande e la più elevata tra le isole presenti nei laghi della zona prealpina.

Nello specchio d’acqua a est di Monte Isola che si osserva dal treno il lago raggiunge una profondità massima poco superiore a 90 metri, mentre sulla superficie d’acqua che si estende tra Monte Isola e Tavernola Bergamasca la profondità supera i 250 metri. È questo uno dei fattori che fanno ricondurre la formazione dell’isola allo scivolamento di una porzione di montagna dal versante bresciano tra la Punta Almana e la Croce di Sale.
Verso la fine

Il viaggio prosegue oltre Marone all’interno di varie gallerie. Non c’è spazio per i binari in riva al lago, dato che la Corna Trentapassi affonda il suo ripido versante occidentale direttamente nelle acque sebine.
La roccia che compone il possente rilievo di richiamo escursionistico, con uno spessore superiore a 1300 metri, è quasi tutta dolomia principale, e si è formata in condizioni climatiche tropicali. Un tuffo nel passato, prima che il treno prosegua la sua corsa oltre Pisogne verso l’alta Valle Camonica e i ghiacciai dell’Adamello.



