Scenografici e mozzafiato: i cammini italiani più popolari

L'outdoor è molto più di un'attività ricreativa: è una cultura condivisa, che risponde alla necessità del nostro tempo di ritrovare equilibrio e senso, assecondando il nostro bisogno innato di natura, così come avviene nei Paesi nordici con la filosofia del «Friluftsliv», la vita all'aria aperta. Si tratta di una cultura capace di promuovere salute pubblica e longevità, di trasformare i territori e generare un turismo sostenibile.
È questa la visione emersa dall'ultimo convegno nazionale «Destinazione Outdoor, tra presente e futuro. Visioni, pratiche e nuove culture dello stare all'aria aperta» che ha analizzato i dati dell'Osservatorio del Turismo Outdoor: nel 2024 il comparto italiano ha generato un impatto economico di 8,85 miliardi di euro, con 67,7 milioni di presenze registrate. Sul piano scientifico c'è la necessità di accumulare «dosi di natura»: 120 minuti a settimana di attività all'aperto per il benessere, collegato al concetto di biofilia.
Le tendenze
Il turismo rigenerativo con attività all'aria aperta diventa così un modo dinamico e interattivo di offrire, visitare e abitare i luoghi. Dal convegno è emerso che le destinazioni possono esprimere l'outdoor come stile di vita sano e come lentezza (e consapevolezza) tra cammini, trekking, nordic walking e immersioni forestali. Interessante anche il potenziale dell'urban walking come strumento di rigenerazione urbana, favorendo la riappropriazione di spazi che in genere si attraversano velocemente.
Dai dati «Terre di Mezzo» si evidenzia anche un aumento dei giovani che praticano il trekking, cercando nella natura un'alternativa all'iperconnessione. Cresce dunque la voglia di camminare e di visitare lentamente un territorio: dai dati di AllTrails, piattaforma per l'escursionismo outdoor, nel 2025 sono stati percorsi oltre 2,3 milioni di km sui sentieri e si è registrato un aumento delle escursioni del 28% rispetto all'anno precedente. Il picco è arrivato nell'agosto 2025, quando si sono registrate quasi 35mila navigazioni sull'app, confermando l'Italia un Paese sempre più attratto dalla scoperta del territorio attraverso esperienze autentiche e di benessere.
I più popolari
I sentieri più popolari sono quelli in cui la funzione «Navigate» ha registrato il maggior numero di attività, itinerari capaci di attrarre comunità locali, famiglie e turisti grazie a un connubio di bellezza del paesaggio e accessibilità dei servizi.
I tre cammini più popolari, condivisi e recensiti dalla community, sono il sentiero della Rocca di Cefalù, in Sicilia, che parte dal centro e conduce alla sommità della rocca, offrendo viste panoramiche sul mare; il tratto del lago Sorapis via Passo Tre Croci, in Veneto, che attraversa boschi e aree rocciose fino al lago, noto per le sue acque turchesi; e, sempre in Veneto, il sentiero Cinque Torri che parte da Baita Bai de Dones e arriva alle spettacolari formazioni rocciose delle Cinque Torri attraverso boschi, tratti rocciosi e resti storici della Prima Guerra Mondiale, con la possibilità di sosta in rifugi panoramici.
I tre tratti più fotografati dagli utenti, capaci di creare una profonda connessione con il territorio, sono il Sentiero Azzurro che attraversa le Cinque Terre, offrendo splendidi scorci sul mare e sui villaggi liguri. Il percorso è considerato impegnativo a causa delle numerose rampe e scalinate, ma ricompensa lo sforzo con viste suggestive della costa.
Al secondo posto c'è il percorso ad anello Tre Cime di Lavaredo che parte dal rifugio Auronzo e attraversa paesaggi dolomitici straordinari; infine c'è, sempre in Veneto, Forcella Lavaredo - Rifugio Locatelli - Langalm - Monte Campedelle, percorso che regala panorami spettacolari delle Dolomiti. Tra gli itinerari più frequentati rientrano anche quelli urbani, legati spesso a esperienze enogastronomiche, come il Sentiero dei Limoni tra Maiori e Minori con scorci sul mare e sull'incantevole paesaggio della Costiera Amalfitana; e l'itinerario che parte dal centro di Capri e percorre un anello fino allʼArco Naturale, offrendo scorci sul mare e sulla costa.
Accessibilità
Tra gli itinerari più accessibili a tutti, anche a persone con mobilità ridotta, famiglie con passeggini ed escursionisti alle prime armi, ci sono le mura storiche di Lucca, dove il percorso pianeggiante attraversa il centro storico, le antiche fortificazioni e i bastioni alberati con spazi di sosta lungo il tragitto. In Alto Adige il sentiero Zannes, nel Parco Naturale Puez-Odle in Val di Funes, è un anello di circa 3 km che attraversa prati e boschi ai piedi delle Odle, con punti panoramici, aree di sosta e pannelli in Braille. Sempre nel cuore delle Dolomiti altoatesine la Ferata Selva - St. Cristina è un percorso panoramico che collega Selva di Val Gardena a Santa Cristina seguendo l'antica ferrovia della valle. Lungo il tragitto si trovano aree di sosta, punti di ristoro e spazi attrezzati per i più piccoli. Infine AllTrails segnala i sentieri più belli da percorrere in primavera, stagione ideale per godere appieno della bellezza dei paesaggi senza la folla. Il sentiero Santa Margherita - Portofino via Mulino del Gassetta si snoda tra boschi, vigneti e antiche mulattiere, regalando panorami mozzafiato sul Golfo del Tigullio.
Il tratto Cascata del Diborrato - Colle Val d'Elsa via Sentierelsa si sviluppa lungo il corso del fiume Elsa fino alla spettacolare cascata; Capparo - Monte Guardia via Lipari è un itinerario ad anello che da Capparo viaggia fino alla cima del Monte Guardia, offrendo ampie vedute sull'isola di Lipari e la sua natura selvaggia.
Fasce d’età
Secondo il portale camminiditalia.org, che raccoglie più di 110 itinerari, crescono i tratti brevi, accessibili e percorribili fuori stagione. Analizzando il profilo demografico di chi ha navigato sul portale nel 2025, emergono dati interessanti: la fascia d'età 25-34 anni è cresciuta, toccando il 26%, così come la fascia 35-44 anni è arrivata al 20%. Questi dati confermano che quasi un utente su due appartiene alla generazione in piena età lavorativa, motivo che spiega il successo dei cammini «compatti», che si sviluppano in 3-6 giorni, da incastrare tra ferie limitate e ritmi lavorativi serrati. Stabile anche la presenza dei giovanissimi (18-24 anni) che si attesta intorno al 16%.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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