Il Pinnacolo di Maslana ha la forma di uno spettacolare e slanciato torrione piramidale di roccia (verrucano lombardo) che si colloca tra le montagne orobiche dell’alta Val Seriana, alle pendici del Pizzo Coca, non distante dalle celebri cascate del Serio. Accoglie una serie di vie di arrampicata di varia impostazione che non lesinano passaggi di elegante impostazione, altri atletici, di fessura e di equilibrio su placche.
Sulle sue pareti si è aggiunta recentemente una nuova via salita dal bresciano Matteo Rivadossi in cordata con Cristina Oldrati, che hanno portato a termine l’itinerario chiamato «L’Ombra di Jung» in due riprese il 20 giugno e 3 il luglio 2026, che oppone difficoltà di grado 6b obbligatorio su 8 tiri di corda e uno sviluppo complessivo di 230 metri.
Dopo l’apertura de «Il Gatto e la Volpe» e di «Pinacolada», entrambe nello scorso anno, «L’Ombra di Jung» è la terza via che questa forte cordata porta a termine sul Pinnacolo. Si tratta di una salita che presenta difficoltà abbordabili ma spesso obbligate su roccia di grande qualità.
Dopo due lunghezze di corda in condivisione con le precedenti vie «Viaggio a Sud-Ovest» e «La scala del Cielo» questo nuovo itinerario prosegue autonomamente tra muri verticali, rampe appoggiate e diedri fino al bellissimo muro policromo che raggiunge la poco frequentata vetta del Secondo Pilastro, un cinquantina di metri più alto del Primo, famoso per la sua Madonnina e per essere il punto d’arrivo della maggior parte delle linee del Pinnacolo.
Il Secondo Pilastro venne denominato «Precipuzio dei Cammelloidi», parafrasando il celeberrimo «Precipizio degli Asteroidi» della Val di Mello, dal grande alpinista Andrea Savonitto che proprio sul Pinnacolo a metà degli anni ’80 aprì la maggior parte degli itinerari classici che seguono fessure e camini a volte strapiombanti.

Da fine degli anni ’90 le placche più compatte e appoggiate del Pinnacolo sono state invece valorizzate dai moderni itinerari di Gianni Tomasoni.
Racconta Rivadossi: «Nel bollente giugno di quest’anno, coccolati dalla brezza che accarezza il versante più ombroso del Pinnacolo, eccoci armati e appesantiti di materiale nonché di buone intenzioni per esplorare nuova roccia. Osserviamo una teoria perfetta di muri, placche e diedri. A tratti il prezzo da pagare è sollevare metri cubi di zolle d’erba ma, dopo il Diedro dei Rododendri, ecco finalmente il fantastico muro rossastro della settima lunghezza. Che movimenti incredibili, decifrando piccoli appigli orizzontali sottili come lamette. Un viaggio psichedelico, senza parole. Senza dubbio uno dei tiri più belli di tutto il Pinnacolo».
A cosa si deve l’ispirazione del nome di questa vostra nuova via?«Dalla vetta tagliente l’arcinota statua della Madonnina pare un puntino perso nel vuoto. Anche l’Ombra di Jung è laggiù. Forse domata come il lato oscuro del nostro carattere, o forse no».



