Il cammino come strumento di crescita. La Valle Sabbia ha fatto da scenario a un’originale iniziativa promossa da Area, la cooperativa sociale che ha la propria sede a Villanuova sul Clisi.
Si è trattato di un’esperienza di «Trekking talk therapy», percorso nato nell’ambito del progetto «Plans 2.0. Reti per accogliere, mappe per capire», elaborato dalla cooperativa con il coordinamento di Michol Vezzoni, avvalendosi anche del contributo di Ats Brescia e del Distretto 12.
Obiettivi
«Il progetto – spiegano ad Area – si rivolge agli adolescenti, con la finalità di favorire la socializzazione e le competenze sociali, puntando a ridurre i rischi di isolamento e a incoraggiare senso di fiducia e appartenenza».
L’esperienza si è sviluppata su un itinerario che, partendo da Villanuova, ha condotto, dopo cinque giorni di cammino, a Idro: tre operatori – Stefano Cremaschini e Alessia Ghidinelli, educatori, e la psicologa Paola Di Prata – supportati da un volontario, Alberto Lazzari, hanno accompagnato cinque ragazzi e una ragazza lungo gli ottanta chilometri del percorso per strade e sentieri della valle del Chiese, toccando via via il monte Magno, Barghe, Casto, Ponte Caffaro e Anfo.
Soddisfazione
«Sono state giornate intense, faticose ma entusiasmanti – racconta Cremaschini –. I ragazzi hanno accettato la sfida, risultando disponibili al confronto e al cambiamento. Durante il cammino non sono mancate loro le occasioni di parlare, discutere sui temi più svariati, riflettere su di sé, sulle proprie difficoltà e fragilità, sui sogni, le speranze e le preoccupazioni per il futuro».

Al termine di ciascuna tappa si svolgevano laboratori creativi, così da permettere ai sei giovani di focalizzare e approfondire, attraverso la scrittura e il disegno, gli argomenti trattati lungo il percorso. Ogni sera, poi, alcune tra le foto più significative scattate quel giorno venivano selezionate e riprodotte grazie a una stampante portatile per confluire nel «diario di bordo».
Totem
«I ragazzi hanno individuato anche un proprio totem – ricorda divertito Stefano Cremaschini –. Un semplice bastone, raccolto quasi per caso all’inizio del viaggio e a cui si sono affezionati, decorandolo, dandogli un nome, Mirko, dotandolo addirittura di capelli. Mirko li ha accompagnati fino alla fine, passando di mano in mano. Un totem, insomma, un simbolo che ha suggellato l’amicizia e lo spirito di condivisione sorti tra di loro».
Un’esperienza, quella della Trekking Talk Therapy, risultata dunque estremamente positiva, a giudizio sia dei promotori sia, soprattutto, dei partecipanti. Un’esperienza che per concretizzarsi ha potuto contare, oltre che su un finanziamento erogato dalla Comunità montana di Vallesabbia, sul sostegno di tante realtà e singoli cittadini: dal gruppo Amici dell’Albania di Vobarno all’associazione OpenBarghe, dai volontari del Parco delle Fucine di Casto alla parrocchia di Idro.
Verso il bis
In agosto, il progetto farà il bis, con un’iniziativa analoga, curata sempre da Area. Stavolta ci si sposterà però nella Bassa, dando vita a un percorso, che partirà da Ghedi per concludersi a Manerbio.



