Outdoor

Un itinerario da San Martino di Castrozza ai Laghetti di Colbricon

Da Malga Ces un’escursione in salita tra Val Bonetta e Cima Cavallazza, con acque glaciali, tracce mesolitiche, porfidi, rododendri e panorami sulle Pale
Ruggero Bontempi
Una rinfrescante immagine dei laghetti di Colbricon
Una rinfrescante immagine dei laghetti di Colbricon

Nella zona trentina del Primiero, sul confine nord-orientale della catena del Lagorai, due piccoli specchi d’acqua di origine glaciale sono una frequentata meta d’interesse escursionistico con richiami paesaggistici, naturalistici e archeologici all’interno del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino.

I laghetti di Colbricon rappresentano un importante sito mesolitico che testimonia la presenza umana in quota a conclusione dell’Ultimo Massimo Glaciale. Nel 1971 un pescatore ventenne lanciò la sua esca nelle acque del laghetto più grande, e in attesa dell’abboccamento di qualche pesce fu attratto dalla particolare forma di una pietra molto diversa dai porfidi delle limitrofe vette della Cavallazza e del Colbricon. Dalla sua segnalazione prese il via una campagna di scavo che ha documentato la presenza di un importante insediamento di cacciatori che lavoravano la selce.

Il percorso

Per arrivare ai laghetti che si estendono tra il Passo Rolle e il Passo di Colbricon esistono percorsi diversi. Scegliamo quello che parte dalla Malga Ces (ampio parcheggio) distante circa tre chilometri dal centro di San Martino di Castrozza.

Si imbocca la traccia che sale in direzione nord-ovest sul margine della pista da sci, e si prosegue a destra al bivio segnalato del sentiero numero 348 che porta a risalire con maggiore impegno la Val Bonetta. Un lungo tratto in diagonale su pendenza costante consente di attraversare il versante occidentale della Cima Cavallazza.

Ormai fuori dalla copertura arborea il sentiero raggiunge un punto di scollinamento dal quale ci si affaccia su una vasta zona porfirica nella quale risaltano le tracce del modellamento glaciale. Ci si abbassa quindi verso il rifugio e il primo lago che è il più grande, con il secondo posto poco più a nord ribassato di una decina di metri, in una bella zona di cespugli di ginepro e rododendro, teatro di combattimenti nel corso della Prima guerra mondiale.

La larga e comoda traccia che segue raggiunge la Busa Ferrari e da qui, con vista sul Cimon della Pala, conduce ai pascoli della malga Rolle in prossimità del passo. Si fa rientro per lo stesso itinerario.

Scheda Tecnica

Partenza: Malga Ces, San Martino di Castrozza, 1.670 metri s.l.m.

Arrivo: Malga Rolle, 1.893 metri s.l.m.

Dislivello: 223 metri

Tempo di percorrenza: 1h 15’ solo andata

Difficoltà: E (Escursionistico)

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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