Nella zona meridionale del territorio del Parco dell’Adamello il Cornone di Blumone, assieme al sottostante lago della Vacca e al rifugio Tita Secchi, rappresenta un motivo di richiamo consolidato per numerosi escursionisti.
Collocato sul margine del complesso magmatico dell’Adamello, il Blumone si distingue per la caratteristica composizione delle sue pareti rocciose di colore scuro formate da gabbri e dioriti generalmente di buona qualità, sulle quali sono state tracciate nel tempo diverse vie di arrampicata. E proprio per dare risposta all’azione inesorabile del tempo sono state realizzate sul Blumone, nelle scorse settimane, due iniziative di sistemazione e di valorizzazione di storici percorsi alpinistici che risalgono le sue pareti.
Rinnovato impegno
L’approssimarsi del centenario della Società escursionisti bresciani «Ugolini» ha favorito l’avvio di un progetto di rivisitazione di linee dimenticate o raramente percorse, tracciate da soci Ugolini ma non soltanto, al fine di ridare visibilità e farle rivivere. In quest’ottica fino ad oggi sono state ripercorse e sistemate alcune salite sul contrafforte chiamato «Scoglio di Laione», e anche l’apprezzata linea della via «dei Bagossi» sulla parete ovest del Blumone stesso.

Nel contesto dell’impegno assunto di riproposizione di salite il Circolo rocciatori Ugolini assieme al gruppo Crucertole, composto da alcuni giovani bresciani che stanno seguendo un percorso di crescita alpinistica promosso dalla Società Ugolini assieme al Club alpino accademico italiano, ha richiodato la via «Riti magici al chiaro di luna».
Questa linea salita da Alberto Damioli, Giorgio Gaspari e Gianni Garbelli nell’estate del 1991 è un piccolo capolavoro di intuito e di tecnica che mette ancora oggi in evidenza le capacità alpinistiche dei primi salitori, ai quali sono andati i complimenti dei ripetitori attuali.
Banco di prova
Per molti anni questa salita ha rappresentato un banco di prova per i migliori scalatori bresciani, ma le cordate impegnate sono diminuite fino quasi ad estinguersi per un generale calo d’interesse verso le pareti del Blumone e per la chiodatura datata, anche se in gran parte ancora in buonissimo stato di conservazione.
In un lungo week end di lavoro alla fine di agosto il gruppo Ugolini composto da quattro giovani (Matteo Nicolini, Samuele Leone, Luca Valli e Luca Zadei) e tre tutor (Claudio Inselvini, Giorgio Avigom e Ralf Steinhilber) ha rimodernato dove necessario l’attrezzatura dei tiri di corda e delle soste, con un lavoro di squadra armonico che ha mitigato la fatica e ha costituito, soprattutto per i giovani, un importante momento di formazione.

Mediante questa iniziativa di richiodatura viene ridata nuova vita non solo a un importante itinerario, ma anche alla possibilità di ripetere il concatenamento realizzato da Inselvini e Piccoli nel 2003 che unisce la via «Riti magici» alla via «dei Bagossi», dando vita a un percorso che per lunghezza e impegno diventa motivo di attrattiva per le cordate più preparate che frequentano le pareti del gruppo dell’Adamello.
Storica salita
Nello scorso agosto anche la guida alpina Andrea Tocchini si è dedicata a rivisitare sulle pareti del Blumone un’altra storica salita poco ripetuta. La sua attenzione si è riversata sulla via «dei Castenedolesi» tracciata nel 1977 da Pier Carlo Berta e Gianni Giudicati, sulla quale oggi Tocchini, assieme a Michele Tavelli e Simone Giacomelli, ha sistemato la chiodatura e le soste. Nuove opportunità si riaprono quindi sulle tracce della storia degli scalatori bresciani sulle pareti del Blumone, caposaldo adamellino dal perenne fascino geologico, paesaggistico e alpinistico.



