«Bambi. Una vita nella foresta» è il titolo di un celebre romanzo di formazione di Felix Salten pubblicato per la prima volta oltre cento anni fa, nel quale la scoperta delle meraviglie della natura si accompagna alla consapevolezza della dura lotta necessaria per garantirsi la sopravvivenza.
Tra letteratura e cinema
Nel 1942 un lungometraggio realizzato da Walt Disney consegnò il capriolo Bambi alla storia del cinema in un classico film da vedere in famiglia, consacrandolo come icona dell'immaginario infantile, anche se la scelta del protagonista ricadde su un cervo codabianca (Odocoileus virginianus) in quanto il capriolo non è presente in Nord America.
Il capriolo e il suo habitat
Il capriolo (Capreolus capreolus) è un ungulato ruminante appartenente alla famiglia dei cervidi abbondantemente diffuso nei territori alpini e prealpini della provincia di Brescia, e come tutti i cervidi i maschi hanno un palco ramificato.
Questo animale frequenta solitamente ambienti caratterizzati da una notevole varietà vegetazionale, con abbondante presenza di sottobosco, e può spingersi fino a quasi 2000 metri di quota, anche se l’idoneità delle zone frequentate decresce con l’aumentare dell’altitudine.
Il capriolo ama i boschi composti da piante di età diversa accompagnati da arbusti e intervallati da prati e aree coltivate. Il contesto ambientale che predilige è quello della boscaglia dove, grazie alla sua conformazione da «tuffatore» con i quarti posteriori più alti di quelli anteriori, è in grado di muoversi agilmente. È molto veloce ma non ha grandi doti di resistenza, ed è quindi esposto a predazione da parte del lupo o di cani vaganti.
La nascita dei «bambi»
I parti avvengono generalmente tra la l’ultima decade del mese di maggio e i primi giorni di giugno. I caprioletti, chiamati anche «bambi» in virtù della tenerezza ispirata dalla figura del protagonista del libro di Salten e del film disneyano, vengono generalmente partoriti in numero di due per ogni madre, e nelle prime settimane rimangono durante la maggior parte del giorno in posizione accucciata nel posto dove sono nati, o al massimo a breve distanza, in località isolate.
La madre li raggiunge periodicamente per allattarli e rimane distante nel resto della giornata per non attrarre predatori.
Il rischio causato dall’uomo
Un pericolo in questa fase di vita dei giovani caprioli, che inizieranno a seguire la madre nei suoi spostamenti dopo circa tre mesi, è rappresentato dalle persone curiose.
L’odore trasmesso dagli uomini avvicinandosi o accarezzando i cuccioli potrebbe indurre la madre a non riconoscerli più e ad abbandonarli, compromettendo così la loro sopravvivenza.



