Ci risiamo ormai. Mancano poche settimane per sapere i risultati di quest’anno scolastico. Gli studenti in genere sono già consapevoli di come andranno le cose e senza essere preveggenti sanno benissimo quali e quante materie a fine maggio sono ancora negative e si potranno recuperare. Anche se la speranza è l’ultima a morire. Quando nel corso delle consulenze di fine anno chiedo ai ragazzi come andranno le cose, onestamente mi dicono del fallimento imminente e del dolore che provocherà ai loro genitori. Molti infatti sono più preoccupati per la delusione che arriverà in casa, anche se oggi, con il registro elettronico, non ci sono più segreti.
Le madri però intuiscono la «sventura» e allora, in preda all’angoscia, si mettono in contatto con il consulente scolastico, chiedono un colloquio urgente e vogliono capire come mai rischia la bocciatura, o quanti debiti costringeranno i figli a studiare tutta l’estate e faranno cambiare i piani per l’estate alla famiglia. Affrante, ti chiedono «Forse non ci arriva? Di certo non si impegna come dovrebbe ma secondo lei potrebbe essere colpa mia? Che non l’ho seguito come si dovrebbe…». Appesi alle tue labbra, con un’ansia davvero incontenibile, ma con l’idea che le tue parole siano taumaturgiche si aspettano che loro angoscia tu gliela dissolva.




