Opinioni

La rielezione di Nigel Farage è una farsa che lo penalizza

Il risultato dell’elezione suppletiva nell’Essex poteva essere scontato, ma il suo piano non è riuscito
Lucio Valent

Lucio Valent

Editorialista

Il leader di Reform Uk Nigel Farage - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Il leader di Reform Uk Nigel Farage - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Il commento più diffuso in Inghilterra, conclusa l’elezione suppletiva di Clacton-on-Sea, nell’Essex, è stato che «Farage’s victory was a foregone conclusion»: la rielezione di Nigel Farage, il leader del Reform UK Party, era scontata, per quanto la vicenda fosse stata innescata dalle sue stesse dimissioni.

Farage, molto stimato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e leader della campagna per la Brexit, si era dimesso da deputato di Clacton perché indagato da Westminster per non aver dichiarato una donazione di 5 milioni di sterline ricevuta, per le elezioni del 2024, da un investitore di criptovalute con sede in Thailandia, giustificata da Farage come personale e destinata a contribuire alle spese per la sua sicurezza. L’elezione suppletiva in sé non ha presentato sorprese: il collegio di Clacton da sempre sostiene Farage.

Però, il piano di Farage è non riuscito. In primo luogo, i partiti tradizionali, boicottando le elezioni, dopo che Farage aveva cercato di presentarle come un referendum sulla sua lotta contro l’establishment, hanno lasciato che il suo principale avversario fosse il personaggio satirico Count Binface (Conte Faccia di Cestino), giunto secondo, più una pletora di 33 altri candidati provenienti dai partiti più improbabili: di fatto, le elezioni stesse, che hanno visto una scarsa affluenza, sono sembrate piuttosto una farsa che non un vero confronto politico che rilevasse l’amore del popolo per il leader populista.

Count Binface - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Count Binface - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

In secondo luogo, l’indagine, che era stata sospesa in seguito alle dimissioni del 7 luglio, è stata subito riaperta venerdì, dopo l’esito delle elezioni, mentre lo stesso Reform UK Party è oggetto di un’indagine di polizia per donazioni illecite. Il fatto nuovo degli ultimi mesi, secondo i sondaggi, pare essere il parziale declino presso l’elettorato britannico dell’appeal del partito populista e del suo leader, sceso tra il 22% e il 24% dal 30% dall’ottobre 2025. Entrambi avevano guadagnato terreno, insieme al Green Party, grazie alle difficoltà dei due principali partiti del Regno Unito, laburisti e conservatori. Di recente, però, il Partito laburista ha riguadagnato in popolarità (attorno al 25% dei voti potenziali) dopo la nomina a luglio di Andy Burnham a Primo Ministro, al posto di Keir Starmer, mentre i conservatori hanno ricuperato stabilità ponendosi tra il 20% e il 21% dei voti.

Il futuro politico del paese dipenderà da ciò che Burnham saprà fare per attenuare la pressione sulle famiglie causata dall’aumento dell’inflazione nel paese, prevista dalla Banca d’Inghilterra al 3,2% entro la fine dell’anno, a seguito dell’aumento dei costi energetici e nonostante le misure governative per limitarne l’impatto. Burnham nei primi giorni da Primo Ministro ha annunciato misure per alleviare il costo della vita, tra cui la riduzione dell’IVA per tagliare le bollette elettriche dei consumatori di circa 45 sterline all’anno a partire da ottobre e l’imposizione di un tetto massimo di 2 sterline per le tariffe degli autobus. Iniziative minime, in attesa di una politica più organica la cui efficacia potrebbe essere danneggiata dal possibile scenario peggiore di un’ulteriore escalation della guerra in Medio Oriente, che spingerebbe l’inflazione al 4,5% entro la metà del 2027.

Di fatto, l’unica iniziativa che risolverebbe i problemi economici del paese è il pronto rientro nell’Unione europea, con costi politici, però, molto alti, sia all’esterno (gli Europei farebbero «pagare» ai britannici la Brexit), sia all’interno, fornendo un facile vantaggio a Farage, che su isolazionismo, populismo e una certa dose di razzismo ha basato il suo successo. In altre parole e come spesso succede in questi casi, a trarre profitto da simili vicende è essere chi, all’opposizione, può utilizzare facili slogan e non pagare il dazio dell’azione di governo. «It’s not rocket science»…; cioè, non serve un genio per capirlo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Le notizie della sera

Il riassunto della giornata, con le principali notizie e gli approfondimenti della redazione.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
Cosmo 2050 - Speciale eclissi di agostoCosmo 2050 - Speciale eclissi di agosto

Dove, a che ora e in che modo seguire i due grandi appuntamenti estivi.

SCOPRI DI PIÙ
Impara l’inglese in un meseImpara l’inglese in un mese

La nuova edizione in cinque volumi è in edicola con il GdB ogni giovedì fino al 20 agosto

SCOPRI DI PIÙ