Qualche giorno fa ho incontrato gli studenti di una scuola primaria che con i loro insegnanti erano interessati ad un dialogo sulla Costituzione, in vista degli ottanta anni di Repubblica. Per qualche attimo ho proposto ai ragazzi di fare insieme un esercizio: provare ad occhi chiusi a trattenere per qualche istante il respiro, per poi immediatamente riprenderlo, raccontando poi le impressioni percepite.
Possiamo provarci tutti. Ci accorgeremmo, come hanno ammesso i giovani ospiti molto divertiti, dell’impossibilità di vivere senza il respiro, privi di aria. E quando la si recupera si prova, in pochi attimi, una nuova incontenibile energia e una spinta fisica con – enfatizzo volutamente - un accenno di ritrovata felicità.
L’aria è come la libertà repubblicana. E viceversa. Non da meno la democrazia, la giustizia sociale, il rispetto dei diritti dell’uomo e di solidarietà che caratterizzano la Repubblica. La Repubblica che oggi festeggiamo è la casa della nostra libertà. All’interno della casa comune non possono mancare le «foto d’epoca» che ripercorrono gli eventi che portarono all’esito del referendum del 2-3 giugno 1946 con il quale venne espressa una scelta ineludibile su quell’indirizzo popolare in base al quale poi conformare la convivenza civile e il nuovo assetto istituzionale dell’Italia. La Mostra dell’Archivio di Stato di Brescia Dalla corona alla stella. Il cammino per diventare liberi è una straordinaria esposizione (fino al 27 settembre) di quel percorso.
La provincia di Brescia ebbe parte attiva in quella rivoluzione promessa (formula del giurista e costituente Piero Calamandrei) verso la Repubblica: lo testimoniano anche i nove Deputati bresciani dell’Assemblea costituente (Laura Bianchini, Aldo Caprani, Pietro Bulloni, Felice Vischioni, Stefano Bazoli, Oreste Bonomelli, Lodovico Montini, Guglielmo Ghislandi, Costantino Bianchi). Non soltanto per «spirito di colleganza» è piacevole il ricordo del Prefetto avv. Pietro Bulloni, designato unanimemente a Prefetto della provincia di Brescia dal C.L.N., incarico che svolse dal 25 aprile 1945 al 28 febbraio 1946.
Del Prefetto Bulloni leggo: «…La sua concezione religiosa della vita, la sua esemplare rettitudine, la irriducibile fede nella libertà, la sua speranza in una comunità solidale e rinnovata nel diritto contro ogni arbitrio lo indicarono – fin dall’estate ’43 e anche ai giovani che erano all’oscuro del suo passato – come un esempio e una guida. E tale seppe essere…» (Lorenzo Zilioli, 1960, in Bontà sempre viva, Comune di Brescia). Indubbiamente fu lo spessore culturale e morale dei costituenti, anche di quelli bresciani, a consentire la scrittura del patto costituzionale che individua i principi e il patrimonio valoriale in cui si riconosce la comunità nazionale. Quel patrimonio deve essere diffusamente conosciuto e declinato nel tempo.
È per tale scopo che, con la collaborazione di Istituzioni e di Associazioni del territorio, è stata realizzata una piattaforma digitale (questo il link) che richiama il programma delle iniziative organizzate sul territorio provinciale per favorire una riflessione più ampia e consapevole dei cittadini sull’esperienza della Repubblica e della Costituzione repubblicana. È l’inizio di un percorso che auguro possa proseguire anche nei prossimi anni. Naturalmente la formazione alla cittadinanza deve avere un obiettivo principale: dare voce ai giovani sul futuro delle comunità, consapevoli che la vitalità della Repubblica comporta quotidianamente impegno e coerenza.
È evidente che la rivoluzione promessa non è ancora pienamente realizzata. L’auspicio è che possiamo individuare insieme le dinamiche per rendere ancora più efficaci e concrete la partecipazione dei cittadini all’interno della fitta trama repubblicana, senza mai dimenticare che il domani avrà il viso dei nostri giovani.
Auguri.


