Opinioni

Meloni-Trump, il vero problema ora sarà normalizzare i rapporti

Un attacco al quale mai avremmo pensato di assistere prima di questa sconcertante stagione trumpiana, e che rende le cose molto più spiacevoli tra Roma e Washington
Marco Frittella

Marco Frittella

Editorialista

Trump e Meloni alla Casa Bianca durante i colloqui sulla guerra in Ucraina - Ansa/Palazzo Chigi
Trump e Meloni alla Casa Bianca durante i colloqui sulla guerra in Ucraina - Ansa/Palazzo Chigi

Se l’attacco è stato aggressivo oltre ogni limite, la risposta ha mostrato una durezza veramente esemplare. Giorgia Meloni nel breve video con cui ha risposto alle parole insultanti di Donald Trump ha evidentemente represso la rabbia che le bolliva in corpo e ha sferrato al tycoon due manrovesci di quelli che non si dimenticano.

Il primo: ricordati che io e l’Italia non imploriamo mai. Il secondo: ti comporti così con gli alleati mentre sei accondiscendente con i nemici degli Stati Uniti e dell’Occidente. Sguardo duro, voce impostata, tono da fine di un amore.

Troppo pesante per lei, che ha il carattere di un underdog che non conosce ginocchiere, sopportare che chiunque, finanche il presidente degli Stati Uniti, le attribuisca «una implorazione» per una foto al punto «da fare pena».

A memoria di cronista politico, non abbiamo mai visto un presidente del Consiglio esprimersi con questa fermezza in faccia al capo di Washington. Forse l’unica eccezione fu quella di Bettino Craxi la notte di Sigonella. Ma d’altra parte nessun presidente del Consiglio è stato offeso e umiliato in pubblico come è accaduto a Giorgia Meloni con Donald Trump, l’uomo che non si perita di insultare persino il Papa.

Con la sola eccezione di Marco Travaglio e di Giuseppe Conte, che hanno scritto parole più implicitamente polemiche con la Meloni che con Trump, la solidarietà è stata unanime, da Mattarella in giù, compresi i leder europei riuniti al Consiglio, da Macron a Sanchez. In Italia Tajani ha subito annullato un incontro con Rubio a Miami, e Crosetto – che con gli americani deve trattare sulle armi – ha diffuso una dichiarazione di fuoco.

Dicevamo, la fine di un amore. Quella (finta) cordialità che si è vista ad Evian sembrava aver ricucito i rapporti tra Donald e Giorgia dopo il battibecco proprio sul Papa e su quello che Trump considera il mancato aiuto degli europei nello Stretto di Hormuz. Già qualche giornalista amico ricominciava a fantasticare sul famoso «ponte» che l’Italia della destra al governo poteva ricostruire tra le due sponde dell’Atlantico. E invece è arrivata questa doccia fredda che non ci si aspettava anche da un uomo bizzarro e incontinente come il presidente USA.

In realtà per Giorgia Meloni il sogno della special relationship con gli Stati Uniti era finito da un pezzo, e il disegno era quello di riportare i rapporti su binari ordinari. Questo episodio però rende ora le cose molto più spiacevoli tra Roma e Washington. Nello stesso tempo però contribuisce a stringere di più i legami con l’Europa e a confermare lo schieramento italiano pro Ucraina e anti-Putin (quello con cui Trump «è accondiscendente»). È vero che in politica «mai dire mai»e che anche i rapporti personali si superano in nome dell’interesse, tuttavia siamo arrivati al limite della rottura diplomatica, una cosa che mai avremmo pensato di vedere prima di questa sconcertante stagione trumpiana. Ed è esattamente quello che si chiede Meloni nel video citato: perché Presidente, attacchi i tuoi alleati europei e sei remissivo con i nostri comuni nemici?

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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