Opinioni

La nuova coalizione repubblicana di Trump

Tra i democratici è già partita una riflessione autocritica che, come da copione, tende a virare verso l’autoflagellazione
Mario Del Pero

Mario Del Pero

Editorialista

Una vittoria chiara e un mandato inequivoco a governare, questo hanno ottenuto Donald Trump e i repubblicani. Che beneficeranno nel biennio 2025-’27 di un governo unitario dove avranno il controllo di Presidenza, Senato e Camera. Un allineamento di poteri completato dalla chiara maggioranza conservatrice che vi è oggi alla Corte Suprema.

Tra i democratici è già partita una riflessione autocritica che, come da copione, tende a virare verso l’autoflagellazione. Per alcuni il partito si è spinto troppo a sinistra, alienando elettori moderati; per altri è vero il contrario. I primi dati di cui disponiamo - basati su exit poll con un margine d’errore non insignificante - possono aiutarci in alcune riflessioni preliminari. E a relativizzare in parte la portata della sconfitta democratica, sottolineandone al contempo gli aspetti più importanti (e, per i democratici, problematici). In grande sintesi, due elementi possono mitigare il loro pessimismo; e due debbono invece allarmarli.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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