Le prime settimane di governo sono state complicate per il nuovo premier britannico, il laburista Keir Starmer, che si è dapprima dovuto misurare con le violente proteste della ultra-destra inglese contro gli emigranti provenienti da Asia e Africa, ma con l’obiettivo di contestare anche il nuovo esecutivo appena insediato. Ora si sta trovando a fare i conti con le grandi difficoltà legate al bilancio statale.
Starmer si è molto lamentato per gli errori finanziari e di bilancio commessi dai conservatori, che hanno governato il paese negli ultimi 14 anni. Per colmare il buco nel bilancio annuale, previsto di 22 miliardi di sterline, la ministra britannica delle finanze, Rachel Reeves, ha ammesso che il partito laburista dovrà probabilmente aumentare le tasse, con modifiche annunciate nel bilancio autunnale di ottobre. Paiono probabili una tassa sulle plusvalenze finanziarie (capital gain tax); un intervento sulle pensioni; uno sulle tasse di successione; una diminuzione delle agevolazioni sulla tassazione delle aziende; e forse una imposta patrimoniale, che introdurrebbe un intervento molto diverso dall’attuale approccio fiscale del Regno Unito.




